
Il giocattolo
Anche quest'anno il Natale sarà di basso profilo. Rimane invariato il percepito generale riguardo il lavoro, l'inflazione e i conseguenti rincari in molti settori merceologici, la mancanza di adeguamenti delle retribuzioni, il caro petrolio. Elementi che, tutti insieme, comporteranno un risparmio nelle spese legate alle festività. Nonostante questo il mondo dei giocattoli registra un mutamento di spesa praticamente nullo: i nostri bambini devono poter aspettare fiduciosi Babbo Natale! Ai giocattoli elettronici si affianca sempre più la riscoperta dei giochi tradizionali, che rimangono i doni più acquistati per i bambini al di sotto dei 12 anni, seguiti dai giochi elettronici per i più grandi, maggiormente influenzabili dalla pubblicità.
Il mercato dei giocattoli, quindi, si riconferma ancora una volta come settore fortemente legato alla stagionalità: almeno il 60% delle vendite annuali si concentra in questo periodo, anche se proprio giochi e giocattoli sono una delle voci in aumento già a partire da novembre.
Il settore, nell'ambito del sistema imprenditoriale italiano, occupa una posizione rilevante con circa 2 000 milioni di euro di produzione, di cui 900 milioni di euro esportati e 1 100 milioni di euro di importazione. Quindi il mercato italiano del giocattolo dipende sempre più dalle importazioni: ragione per cui sempre più importanti diventano i controlli su sicurezza e qualità. A livello di consumo finale il mercato italiano vale oggi 3 500 milioni di euro ripartiti in giochi e giocattoli, articoli di puericultura e prima infanzia, e addobbi ed ornamenti natalizi, settore questo che afferisce a quello del giocattolo. Dalle voci sono esclusi i videogames.
Il gioco rappresenta un esercizio fondamentale nella strutturazione della personalità, specialmente in età evolutiva. Nei primi mesi di vita il bimbo compie giochi di esercizio senso - motorio, di verifica delle proprie capacità. Dai 18 mesi ai 6 anni si passa ai giochi simbolici: attraverso l'immaginazione e l'imitazione, il bambino rappresenta un oggetto-persona-situazione non presenti, ma che fanno parte della sua esperienza, drammatizzando il mondo interiore della fantasia per mantenere l'equilibrio psichico. Gli oggetti vengono usati non solo per le loro proprietà funzionali e materiali, ma anche per quelle simboliche, che il bambino attribuisce loro. I giochi regolamentati subentrano quando il bambino sviluppa la sua socializzazione, cioè dopo aver acquisito un certo grado di adattamento alla realtà e di tolleranza alle frustrazioni che l'applicazione delle stesse regole può portare con sé. Il ricorso al gioco è stato analizzato, nel tempo, come risposta a diversi bisogni e stimoli: come modo di scaricare un superfluo di energia; come riproduzione spontanea di attività e funzioni ataviche quali la lotta; come funzione e conservazione dello sviluppo, valvola di sfogo di tendenze antisociali presenti in noi dalla nascita; come esercizio preparatorio per l'esercizio di funzioni biologiche che verranno utilizzate nella vita adulta. Allora giocare molto da bambini vorrà dire avere maggiori probabilità di socializzare da adulti. Huizinga considera il gioco come "funzione creatrice di cultura" e lo riconosce come origine di ogni manifestazione culturale. Piaget analizza gli stadi dello sviluppo cognitivo infantile ed individua nel gioco uno dei due poli che lo rendono possibile. Per Chateau il gioco è essenzialmente il mondo della immaginazione e del "far finta".
La normativa
Le norme UNI EN 71, che stabiliscono requisiti e metodi di prova e garantiscono la sicurezza dei giocattoli sono state introdotte dall'Unione Europea, che definisce giocattoli tutti i prodotti destinati ad essere utilizzati come gioco da bambini e ragazzi di età inferiore a 14 anni e stabilisce per essi alcune regole fondamentali. Anzitutto sui giocattoli deve essere apposto il "Marchio CE", marchio che garantisce che l'oggetto non abbia parti taglienti acuminate, pezzi piccoli che possano essere ingeriti, vernici o altri materiali tossici per inalazione o ingestione, che sia fatto con materiali robusti e resistenti agli urti, che abbia una soglia di sicurezza per i suoni per evitare problemi all'orecchio del bambino e, comunque, garantisce la conformità del prodotto alle norme di sicurezza stabilite per legge.
Tuttavia tale marchio non è soggetto a controlli da parte di organismi indipendenti quindi gli standard dei prodotti possono variare in misura considerevole. In sua assenza il Ministero dell'Industria è legittimato a ritirare il giocattolo dal mercato.
Esiste poi un marchio "Giocattoli sicuri", concesso dall'Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli alle aziende che certificano il loro prodotto e si sottopongono a test periodici per la verifica delle loro dichiarazioni. La presenza di questo marchio costituisce quindi un'ulteriore garanzia di sicurezza.
La sigla IMQ (Istituto Marchio di Qualità) garantisce invece i giocattoli che vanno ad elettricità o con pile.
La normativa comunitaria e italiana distingue i giocattoli in varie categorie: dai giocattoli destinati ai bambini di età inferiore ai tre anni, che devono riportare la dicitura "non adatto a bambino di età inferiore a trentasei mesi" ed il simbolo costituito da un cerchio barrato, con all'interno la testa stilizzata di un bambino e la scritta O-3, ai giochi funzionali, che somigliano ad apparecchi domestici e richiedono particolari sforzi per il loro utilizzo, che devono riportare la seguente dicitura: "Attenzione, da usare sotto sorveglianza di un adulto", a quelli contenenti sostanze pericolose che devono riportare la scritta "Attenzione, solo per bambini di età superiore ad anni…".
Le buone pratiche
I bambini non vogliono necessariamente essere spinti in un mondo di giocattoli preconfezionati, ma diventa importante per lo sviluppo della loro fantasia poter comporre, colorare, decorare e rendersi conto che, attraverso le proprie mani, si possono costruire degli oggetti utili e divertenti.
E allora via libera ai giochi in legno non trattato, raccomandato dai pedagogisti quale materiale naturale e caldo (le cui parti dipinte o verniciate devono poter essere morse o succhiate dai bambini, senza che ciò comporti delle conseguenze), alle costruzioni, alla plastilina, che può essere realizzata in casa con materiali ricavati da materie prime che ricrescano come l'amido e collanti senza solventi. Via libera ad orsacchiotti ed animali di peluche in fibre naturali (mohair, cotone) lavabili, ad elementi base con pochi accessori che già stimolano l'arguzia del bambino.
Riferimenti utili
www.centroconsumatori.it
www.minindustria.it - "Io gioco sicuro"
www.adiconsum.it
www.prontoconsumatore.it
www.giocattolisicuri.com
www.ipiccolissimi.it
www.giocattolisicuri.it - Istituto Italiano Sicurezza Giocattoli
www.ospedalebambonogesu.it
www.uni.com (Comitato italiano gioco infantile)
www.imq.it - Istituto Marchio di Qualità