
L’agricoltura biologica
L’utilizzo sconsiderato di agenti chimici nell’agricoltura ha già compromesso e rischia di compromettere in modo irreversibile l’equilibrio del nostro ecosistema.
L’agricoltura biologica offre un metodo alternativo di coltivazione e di allevamento che prevede l’utilizzo di sostanze naturali e rifiuta l’impiego di derivati da sintesi chimica come concimi, diserbanti, insetticidi.
E’ disciplinata dal Regolamento CEE 2092/91, che delinea l’iter per passare da un sistema di coltivazione di tipo convenzionale alle metodologie che caratterizzano il metodo biologico e promuove un ciclo di produzione che eviti lo sfruttamento e l’inquinamento delle risorse naturali non rinnovabili all’infinito.
La fase di conversione ha la durata di due anni per le colture erbacee e di tre anni per quelle arboree ed e’ sottoposta ad una lunga serie di controlli. Si tratta di una fase critica, poiché è proprio in questo periodo che l’azienda affronta i costi maggiori ed è esposta al rischio di realizzare minori proventi. Tuttavia è proprio nel momento della conversione che si creano i presupposti per quello che costituirà il punto di forza dell’azienda ad agricoltura biologica: la qualità dei prodotti, garantita dal mancato utilizzo durante l’intero ciclo produttivo di sostanze chimiche e di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere) e da un rigoroso sistema di controlli e di certificazioni (l'agricoltura biologica è infatti l'unica forma di agricoltura controllata in base a leggi europee e nazionali).
Fondamentale in agricoltura biologica è la presenza di un’elevata biodiversità, che possa garantire la sussistenza nell'agro - ecosistema di una serie di organismi che, pur non generando essi stessi un prodotto vendibile, favoriscono la produttività in relazione al loro ruolo ecologico.
Si tratta, ad esempio, di una serie di insetti e di piante utilizzati nelle rotazioni o per il miglioramento della fertilità del terreno agrario, nonché di una miriade di organismi vegetali ed animali che vivono nel suolo e ne migliorano le caratteristiche fisico-chimico-biologiche.
La biodiversità riveste, dunque, un fondamentale ruolo ecologico, garantendo la conservazione della capacità di autoregolazione ed autodifesa degli ecosistemi ed e’ indispensabile per una corretta applicazione del metodo di agricoltura biologica.
Dal 1993 al 1997 la superficie coltivata biologicamente in Europa è passata da 890.000 a 2,2 milioni di ettari.
In Italia sono diverse le regioni che destinano parte del loro terreno coltivabile all’agricoltura biologica, e se la percentuale di utilizzo fosse in linea con quella media europea, si dovrebbe raggiungere una superficie di 3 milioni di ettari, divisi tra quelli coltivati e quelli destinati al pascolo.
Per quanto riguarda l'allevamento biologico, la scelta delle razze tiene conto della capacità di adattamento alle condizioni ambientali, della loro vitalità e resistenza alle malattie.
La scelta privilegia le razze e i tipi genetici locali, che sono tradizionalmente adatti al particolare ambiente che li ospita, e sono previsti spazi di movimento idonei alla naturale crescita.
La tutela della salute degli animali si basa sulla prevenzione. Le condizioni di allevamento garantiscono un'alimentazione equilibrata e controllata, che stimola la resistenza alle malattie e non comporta l’utilizzo di antibiotici o ormoni che comprometterebbero la qualità delle carni.
I diversi scandali che si sono susseguiti negli anni (dalla mucca pazza al pollo alla diossina) hanno favorito un crescente interesse per il mondo dell’allevamento biologico, le tecniche, i mangimi utilizzati e i luoghi destinati alla vita degli animali che si è anche tradotto in un sensibile aumento delle vendite.
In Italia l’agricoltura biologica, diffusasi intorno agli anni 70, costituisce un settore in forte crescita, sia per quel che riguarda il numero delle aziende produttrici che per quanto riguarda il novero dei consumatori.
I prodotti biologici si possono trovare nei negozi specializzati in alimentazione bio e nei sempre più diffusi mercatini del biologico, nei supermercati (per quanto riguarda la grande distribuzione) o direttamente presso le aziende produttrice.
Infine, sono sempre di più le mense scolastiche e non che hanno scelto l’alimentazione biologica a garanzia della qualità e dell’integrità del prodotto ed a questo proposito, negli ultimi anni il Comune di Roma ha privilegiato, nell’assegnazione degli appalti di fornitura alle mense scolastiche capitoline, la cooperative che hanno fornito garanzie di utilizzo di prodotti di certificata provenienza biologica.
La normativa
La normativa relativa all’agricoltura biologica, completa ed esaustiva si può consultare agli indirizzi:
www.politicheagricole.it
www.sinab.it
Le buone pratiche
Per conoscere più a fondo il mondo dell’agricoltura biologica ed approfondire le tematiche relative consigliamo di visitare i siti:
www.aiab.it portale dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica
www.greensite.it/ notizie, eventi e commenti sull’Ecoeconomia in genere
www.amab.it/ Associazione Mediterranea Agricoltura Biologica
www.politicheagricole.it/PRODUZIONE/AGRIBIO/home.asp pagine con informazioni, statistiche, normativa sull’agricoltura biologica del ministero delle Politiche Agricole
www.europa.eu.int/comm/agriculture/qual/organic/index_it.htm sito della comunità Europea con particolare riferimento alla normativa e ai fondi stanziati per l’incentivazione dell’agricoltura biologica
www.sinab.it/ sito del Sistema unico nazionale sull'Agricoltura Biologica realizzato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e dalle Regioni.
www.bionet.stm.it/home.htm sito d’informazione sull’agricoltura biologica.