
La tavola di Natale
Ogni anno all’avvicinarsi del Natale, si diffondono previsioni e bilanci su quello che sarà il volume di affari prodotto dalle feste natalizie, affari che i commercianti aspettano per una anno intero e che, per ragioni diverse, anche i consumatori aspettano poiché coincidono con un periodo di festa e di riposo.
Tuttavia, le previsioni di spesa per quest’anno hanno delineato un quadro della situazione nazionale non particolarmente felice, complice un cambiamento strutturale che riguarda tutta la nostra società.
Nonostante lo spirito natalizio sia ancora profondamente radicato in Italia e poca sia la voglia di fare delle rinunce, soprattutto per quanto riguarda i prodotti alimentari, dagli allarmi lanciati dalla CIA ( Confederazione Italiana Agricoltori) e dalle stime fornite dalla Confcommercio è evidente un calo generale dei consumi che, forse non nell’immediato, ma nei prossimi anni, ci imporrà un cambiamento culturale o per lo meno un radicale ridimensionamento delle abitudini natalizie che, oltre al campo alimentare, riguardano diversi altri settori, come quello dei giocattoli, dell’abbigliamento, e dei fuochi d’artificio.
Per quest’anno, non ci sarà dunque la tanto temuta “gelata dei consumi”, ma una maggiore attenzione nelle spese natalizie.
Gli italiani, che tradizionalmente sono poco propensi ad operare drastiche rinunce a tavola, spenderanno di meno per l’abbigliamento e per i giocattoli, settore questo che attualmente patisce fortemente la concorrenza dei prodotti a bassissimo costo provenienti dal mercato asiatico.
Secondo la Confcommercio il calo si aggirerà per il solo mese di dicembre intorno ai 200 milioni di euro in meno rispetto al 2004.
Le ragioni di questa flessione sono la minore disponibilità economica delle famiglie e la precarietà dei posti di lavoro, unite ad un generale incremento dei prezzi dei prodotti e dei costi delle spese fisse (mutui, assicurazioni, adempimenti e bollette varie).
A farla da padrone, sarà, come da qualche anno a questa parte, il settore della telefonia e della tecnologia in generale, mentre si prevede che la maggiore oculatezza nell’acquisto dei prodotti alimentari, determini una riscoperta dei prodotti tipici e sia il presupposto per la progressiva formazione di una coscienza critica del consumatore.
Le buone pratiche
Per il 2005 Altromercato ha scelto lo slogan “a Natale Regala dignità”, e propone per regalo proposte originali ed esotiche, soddisfacendo il palato con prodotti di ottima qualità, innovando le tradizioni con l’introduzione di usanze alimentari di altre culture e portando avanti quella che è la filosofia base di questa associazione: contribuire alla costruzione di una economia più giusta.
Bottega solidale offre, oltre ad un’ampia scelta di prodotti alimentari, la possibilità di regalare buoni spesa di diverse cifre da spendere sul sito.
Terre des Hommes pubblicizza sul sito le diverse attività portate avanti nel tempo e propone di destinare i soldi stanziati per i regali di Natale, da parte non solo di privati, ma di aziende, per sostenere le iniziative dell’associazione e far recapitare a chi ha sottoscritto un attestato di collaborazione.
La Coop, inoltre, ha scelto una selezione di prodotti della linea “Solidad – Coop” e li ha raccolti in un cesto natalizio. La cesta è realizzata dalle donne delle cooperative aderenti a BaSE, un consorzio fondato nel 1992 per migliorare le condizioni di vita della donna in Bangladesh ed i prodotti contenuti all’interno sono stati acquistati a condizioni eque in alcuni paesi dell’Asia, Africa, Centro e Sud America.
Riferimenti utili
http://www.bottegasolidale.com/index.php/cPath/149
http://www.commercioetico.it/