Matrimonio per migranti

Consulta, anche i migranti senza permesso di soggiorno possono sposarsi

26/07/2011 di Redazione
Matrimonio per migranti

La sentenza della Corte costutuzionale che ha dichiarato parzialmente illegale l'articolo 116 del codice civile
La condizione di migrante senza permesso di soggiorno non può essere di per sé un ostacolo alla celebrazione delle nozze con un cittadino o una cittadina italiana: lo ha stabilito la Corte costituzionale che ha dichiarato la parziale illegittimità dell'articolo 116, primo comma, del codice civile, che richiede, per la celebrazione del matrimonio, un regolare documento di soggiorno. Il testo era emerso dal «pacchetto sicurezza» del 1994 e modificato in senso restrittivo nel 2009, lì dove è scritto che un cittadino non comunitario che voglia contrarre matrimonio in Italia deve presentare all'ufficiale di Stato civile anche «un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano».
La questione di legittimità costituzionale è stata sollevata dal Tribunale di Catania, al quale si sono rivolti un' italiana e un marocchino. Il 27 luglio del 2009 la coppia aveva presentato richiesta per le pubblicazioni allegando la documentazione prevista dall' articolo 116 del codice civile. Ma la norma era stata modificata qualche giorno prima, il 15 luglio e il 31 agosto, dopo che i due avevano chiesto la celebrazione delle nozze. L' ufficiale di Stato civile  aveva respinto la richiesta perché tra i documenti mancava il permesso di soggiorno del cittadino marocchino. I giudici catanesi hanno avanzato il dubbio che l' articolo 116 potesse contrastare con tutta una serie di principi costituzionali a partire da quello di uguaglianza. E quindi, con un' ordinanza, hanno dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione e chiesto alla Consulta di esprimersi. I giudici costituzionali hanno condiviso le perplessità respingendo le argomentazioni dell' avvocatura dello Stato, che invece difendeva la norma sostenendo che era stata pensata per evitare i matrimoni di comodo. Così, riprendendo un recente pronunciamento della Corte europea e l'articolo 12 della Convenzione, la Consulta ha risposto alla richiesta della coppia italo-marocchina che ha contestato il rifiuto a celebrare il  matrimonio, annullando «la previsione di una generale preclusione alla celebrazione delle nozze» su nubendi irregolarmente in territorio italiano. Per la Corte, infatti, la «condizione giuridica dello straniero non deve essere considerata come causa ammissibile di trattamenti diversificati e peggiorativi». Insomma, la condizione di migrante senza permesso di soggiorno non può essere di per sé un ostacolo alle nozze. Anche perché, dicono i giudici costituzionali, è «evidente che la limitazione al diritto dello straniero a contrarre matrimonio nel nostro Paese si traduce anche in una compressione del corrispondente diritto del cittadino o della cittadina italiana che tale diritto intende esercitare». Secondo la Consulta, infatti, esistono altre norme nel nostro ordinamento che evitano i matrimoni di comodo, mentre è contro la Costituzione un trattamento discriminante verso il cittadino straniero riguardo ad un suo diritto individuale.