La Lega araba contro la violenza in Siria

Richiesta a Damasco la fine immediata della violenza

22/09/2011 di Redazione
La Lega araba contro la violenza in Siria

I governi arabi hanno rotto i mesi di silenzio sulla Siria in un incontro al Cairo il 13 settembre, chiedendo la fine dello spargimento di sangue e invitando la leadership siriana a compiere urgenti passi per fermare la violenza nel Paese, che dura ormai da cinque mesi."

L'attuale situazione in Siria è ancora molto grave e deve esserci un cambiamento immediato affinché venga fermato lo spargimento di sangue e si eviti che i cittadini debbano affrontare ancora episodi di violenza", hanno detto in un comunicato  i ministri presenti al meeting della Lega Araba. Non è stato fatto cenno, invece, ad una risoluzione che respinga le sanzioni unilaterali imposte dagli Usa a Damasco.

Per sabato 24 è, inoltre,  previsto l'arrivo in Siria del capo della Lega araba Nabil Elaraby che giungerà a Damasco per tentare di trovare un termine al massacro di civili da parte del presidente Bashar al-Assad.

Intanto la Turchia ha interrotto il suo dialogo con la Siria e prevede sanzioni.

La posizione turca è stata illustrata agli Stati Uniti dal primo ministro Recep Tayyip Erdogan, durante un incontro con il presidente Barack Obama. "Ho interrotto il mio dialogo con l'amministrazione siriana. Non avremmo mai desiderato di arrivare a tanto, ma purtroppo ci hanno spinti a prendere questa decisione", ha detto Erdogan a New York, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Anatolia.

Il premier turco ha sottolineato che Ankara intende imporre sanzioni contro Damasco e si impegnerà a questo scopo in negoziati con Washington, che ha già annunciato tali misure. "Vedremo in coordinamento con loro (gli Stati Uniti, ndr) quali potranno essere le nostre sanzioni", ha spiegato Erdogan, confermando che il suo paese "non ha più fiducia nell'amministrazione siriana".

Erdogan e Obama, che hanno avuto un colloquio a margine dell'Assemblea generale dell'Onu, "hanno parlato della necessità di ulteriori pressioni sul regime (di Bashar al Assad, ndr) per ottenere una soluzione che risponda alle aspirazioni del popolo siriano", ha dichiarato Liz Sherwood-Randall, uno dei consiglieri del presidente Usa.

Erdogan ha d'altra parte riferito che si recherà prossimamente nella provincia turca di Hatay, nel sud del paese, per visitare i campi che da aprile accolgono circa 7.000 profughi siriani fuggiti dal conflitto nel loro paese.