Morti in mare e respingimenti

Nulla è cambiato

07/09/2011 di Redazione
Morti in mare e respingimenti

A Lampedusa la tensione rimane alta. Dopo gli sbarchi degli ultimi giorni, centinaia di migranti, prigionieri sull'isola siciliana, hanno dato vita ad una serie di proteste. Un centinaio di Tunisini sono scappati dal centro di accoglienza e raggiungendo il molo hanno manifestato chiedendo di non essere rimpatriati, di non essere trasferiti.
La commissione Libertà Civili del Parlamento europeo ha deciso di chiedere chiarimenti al Commissario Affari Interni, Cecilia  Malmstrom, circa i recenti episodi di respingimento in mare, da parte di autorità italiane, di battelli provenienti dalla Tunisia, in violazione della Convenzione di Ginevra sui Rifugiati. Cecilia Malstorm, attraverso una lettera, sarà invitata a presenziare alla prossima riunione della commissione, che si terrà il 19 di questo mese, per fornire spiegazioni dettagliate. Anche la Boldrini, Portavoce dell`Acnur, l`Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di rifugiati, ha espresso un giudizio negativo sui fatti del 21 agosto, quando 104 migranti che erano stati soccorsi in mare perché la loro barca era in avaria, furono respinti dalla nave Borsini della Marina Militare che li consegnò a una motovedetta tunisina. L'Acnur chiede lo stop dei respingimenti, la garanzia del diritto di accesso al territorio, la procedura di identificazione, l`accesso alla procedura di asilo e - solo in caso negativo - il provvedimento di respingimento. "Chiediamo solo l`applicazione della legge - ha detto Laura Boldrini -. Anche se sappiamo che i tunisini sono spesso migranti economici, l'esame deve comunque essere individuale poiché la legge non ammette provvedimenti collettivi di allontanamento dal territorio".
Dello stesso parere Amnesty International che accusa l'Italia di aver: "Violato il principio di non refoulement". Attraverso un comunicato pubblicato sul suo sito, l'Organizzazione chiede alle autorità italiane che "ogni operazione di pattugliamento in acque nazionali e internazionali abbia come obiettivo principale assicurare la salvezza e l'incolumità delle persone che si trovano in mare". Il comunicato prosegue: "Le imbarcazioni addette al pattugliamento dovrebbero individuare e soccorrere coloro che si trovano in difficoltà e fornire loro immediata assistenza, invece di cercare di intercettarle con l'intento di respingerle verso il paese di provenienza o un paese terzo". Amnesty International è inoltre preoccupata per il fatto che il respingimento del 21 agosto potrebbe essere conseguenza dell'accordo raggiunto tra le autorità italiane e quelle tunisine il 5 aprile 2011. Per chiarire la situazione il Parlamento Europeo chiederà l'accesso al trattato bilaterale siglato tra Roma e Tunisi, i cui contenuti al momento non sono ancora di pubblico dominio.
Nel frattempo arrivano ulteriori accuse all'Italia sul tema immigrazione. Da Strasburgo il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, nell'ultimo rapporto sul nostro Paese, chiede di interrompere una volta per tutte gli slogan razzisti dei politici, soprattutto nelle loro campagne elettorali. Ultimo caso quello della Lega nelle ultime amministrative a Milano, i cui manifesti avevano slogan contro i Rom, le moschee. Nel documento si sottolinea anche che pochi passi avanti, se non addirittura nessuno, sono stati fatti negli ultimi tre anni dalle autorità italiane nel garantire il rispetto dei diritti umani di rom e immigrati.