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Italia Bene Comune

un altro modello di democrazia

30/12/2011 di Redazione
Italia Bene Comune

Le prossime due settimane "di festa" ci offrono numerose occasioni conviviali e di incontro. Ragioneremo, in questi momenti di socialità, della riuscita di particolari piatti e della qualità dei vini, ma anche della situazione politica in Italia e nel mondo, e dello stato dei diritti fondamentali. Auguriamo a tutti i cuochi, in erba e provetti, la migliore riuscita dell'impegno in cucina per la gioia dei loro ospiti e perchè possano aiutare a rompere la monotonia sofferta e deprimente della situazione italiana. La depressione economica e civile può, infatti, "rovinare" le feste a tutti noi oltre che, in modo sicuramente più pesante, ai poveri di diritti. Ma non basta contare su un buon piatto o un vino riuscito, anche se biologici e a km 0.

E allora, per introdurre temi di prospettiva e praticabili per imboccare un nuovo percorso, leggiamo e discutiamo questa apprezzabile e tempestiva proposta di Alberto Lucarelli ed Ugo Mattei. Già l'idea di poter disporre di uno strumento che stimola ed attiva i nostri confronti durante le feste è una grande opportunità. Si dovranno, poi, organizzare riunioni mirate ed assemblee dove valutare più complessivamente la proposta referendaria, aggiungere un referendum perché è proprio decisivo, o toglierne uno per avere una proposta meno dispersiva e più incisiva.

Per arrivare, infine, a definire un pacchetto di referendum strategici e prioritari su cui (ri)costruire comitati, iniziativa concreta, discorso pubblico per una democrazia dei beni comuni. 

E quindi organizzare i banchetti, raccogliere le firme.

L'Italia dei beni comuni merita altro rispetto alla democrazia rappresentativa che abbiamo al momento e che è troppo lontana dalle vite, dalle esperienze, dalla cultura delle persone comuni e solidali, decise a "battersi per una reale tutela dei beni comuni, un nuovo rapporto fra pubblico e privato, nuove dimensioni della democrazia, un proficuo intreccio tra sviluppo locale, partecipazione e rappresentanza". 

È quanto mai necessario elaborare politicamente e dare struttura giuridica al discorso dei beni comuni, per sviluppare un modello alternativo rispetto a quello che fino ad ora ci hanno proposto, o anche semplicemente per ridare forza a quella idea di democrazia che, a differenza di come era stata concepita dai Padri Costituenti, è stata in più occasioni manomessa, snaturata, utilizzata in modo strumentale. Per avere un futuro, tutti noi e l'intero pianeta, sviluppiamo il ragionare che ci fornirà gli strumenti alternativi ed appropriati della democrazia diretta.

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