A due anni da Rosarno, “No alla nuova schiavitù”

19/01/2012 di Redazione
A due anni da Rosarno, “No alla nuova schiavitù”

Si è svolta il 13 gennaio la manifestazione dei braccianti africani che hanno lasciato i campi a Rosarno, e altri paesi del sud e sono arrivati a Roma. Tra i manifestanti anche le associazioni Africalabria e Equosud che hanno lanciato la campagna "SOS Rosarno", una vendita di arance e olio solidali con i gruppi d'acquisto. Molti gli slogan della protesta "Noi schiavi dei campi, stop al lavoro nero", il messaggio della protesta è stato contro lo schiavismo nei campi e per richiedere il permesso di soggiorno.

I presidi nella Capitale sono stati due, il primo davanti al ministero dell'Agricoltura e il secondo in piazza dell'Esquilino, nei pressi del Ministero dell'Interno.

I migranti hanno scritto una lettera aperta ai ministri Cancellieri, Riccardi, Fornero e Catania per chiedere il riconoscimento dei loro diritti. "Siamo i lavoratori che ogni mattina si alzano alle 5 e vanno a raccogliere nei campi il vostro cibo. Viviamo nascosti in luoghi che chiamare casa è un insulto. Nostra compagna di vita èla paura. Pauradei caporali, che ogni mattina ci vengono a prendere e decidono chi lavora e chi no. Paura del lavoro perché dopo 10 ore se ci va bene ci troviamo in tasca 15 o 20 euro e se ci va male una pistola puntata. Paura dei padroni che ci trattano come bestie. Paura delle forze dell'ordine perché non abbiamo documenti. Paura della paura, perché siamo invisibili. Perché non possiamo denunciare i nostri sfruttatori. Se camminiamo per strada dobbiamo stare attenti a chi ci fa del male e a chi dovrebbe tutelarci. Siamo nemici per tutti". Continuano nella lettera "siamo gli uomini e le donne che lavorano nelle grandi città, immigrati sotto il costante ricatto del permesso di soggiorno. Paghiamo la crisi due volte, la prima come lavoratori e lavoratrici perdendo il posto e la seconda come immigrati, perché perdendo il lavoro perdiamo i nostri diritti. Siamo quelli che cadono nei cantieri e vengono buttati nella spazzatura, siamo quelle che curano i vostri vecchi e puliscono i vostri uffici".