Arsenico nell’acqua, risarcimento per gli utenti

27/01/2012 di Redazione
Arsenico nell’acqua, risarcimento per gli utenti

Il Tar del Lazio ha condannato Ministero dell'Ambiente e della Salute a risarcire con 100 euro ciascuno i circa 2.000 utenti di varie regioni (Lazio, Toscana, Trentino Alto Adige, Lombardia, Umbria) che lamentano la presenza di arsenico nell'acqua. Lo ha annunciato il Condacons, che aveva presentato ricorso, aggiungendo che saranno decine di migliaia quelli che nel prossimo ricorso (che partirà tra poche settimane) chiederanno almeno 1.500 euro a testa. Nella nota diffusa da Codacons, si legge "apre una strada di incredibile valore, affermando che fornire servizi insufficienti o difettosi o inquinati determina la responsabilità della pubblica amministrazione per danno alla vita di relazione, stress, rischio di danno alla salute. Ora questa strada sarà percorsa anche per chiedere i danni da inquinamento dell'aria e da degrado sia a Napoli che a Roma e nelle altre grandi città in cui la vivibilità è fortemente pregiudicata dal degrado ambientale". Continua il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, si tratta "di una vittoria importantissima perchè pone termine alla impunità di regioni e ministeri che per non spendere i soldi stanziati o non sapendoli spendere hanno tenuto la popolazione in condizioni di degrado e di rischio di avvelenamento da arsenico. Ora i singoli presidenti delle regioni e i singoli ministri dell'Ambiente e della Salute succedutisi negli ultimi anni, quando promettevano all'Europa bonifiche delle falde in cambio di aumento dei limiti di presenza del metallo velenoso nelle acque, dovranno essere perseguiti dalla Corte dei Conti per rimborsare l'erario dei soldi che dovranno risarcire agli utenti»