Assassinio di Zhou e Joi: le reazioni della Comunità cinese

12/01/2012 di Redazione
Assassinio di Zhou e Joi: le reazioni della Comunità cinese

"La comunità cinese è profondamente scossa dal gravissimo episodio di violenza a Roma che ha avuto come vittime un imprenditore di 31 anni, il Sig. Zhou, e la sua bambina di pochi mesi di vita." "Se questo episodio sgomenta per la sua inumana brutalità, è purtroppo solo l'ultimo e più efferato di una serie di rapine e aggressioni nei confronti di cinesi" sostiene Marco Wong, presidente onorario di Associna, l'associazione delle seconde generazioni cinesi.
"L'imprenditore ucciso era un esempio di integrazione nella comunità della città, con una figlia che sarebbe cresciuta in Italia e avrebbe avuto amici e compagni di scuola italiani, ma non ha avuto il tempo di vedere tutto questo perché la sua vita è stata stroncata prematuramente. Se ancora le dinamiche di questo episodio sono ancora da chiarire, constatiamo con dolore che in altre occasioni questi crimini sono accompagnati da una violenza ingiustificata, figlia di un odio verso chi è percepito diverso. Come associazione ringraziamo tutti coloro che hanno manifestato la propria solidarietà e ci uniamo al cordoglio, che speriamo possano essere di conforto ai familiari delle vittime". Il crimine è stato efferato ed ha sconvolto sicuramente tutto il Paese,  "Ieri - ha aggiunto Lucia King, portavoce della Comunità Cinese - abbiamo incontrato il sindaco Alemanno, che ha promesso alla comunità cinese che convocherà una riunione straordinaria sulla sicurezza, noi aspettiamo i provvedimenti". E continua, "Mi auguro che questo episodio non venga strumentalizzato anche perché non ha nulla a che fare con il razzismo". Infatti afferma la Portavoce cinese, "All'inizio abbiamo avuto paura  perché la sera dell'omicidio quando insieme ad alcuni rappresentanti siamo andati sul luogo, alcuni cinesi erano molto agitati. Circolavano slogan non proprio piacevoli, ma la situazione adesso mi sembra migliorata".

 "Basta, abbiamo sofferto troppo - dice Lingli Yang, 27 anni, da 13 inItalia - ci prendono sempre di mira perché pensano che siamo tutti ricchi, ma non è così. E chi sta bene ha lavorato tanto". "Non ne possiamo più, subiamo furti e rapine e molti non denunciano perché ci sono troppe difficoltà - afferma Antonio Dong, 40 anni, erborista".
Ed è partita nel pomeriggio di martedi la fiaccolata in ricordo di Zhou e Joi, brutalmente uccisi durante una rapinaa Torpignattara. Il corteo partito da piazza Vittorio aveva in testa uno striscione "No alla violenza, si alla sicurezza". Si sono contate 10 mila persone, oltre la numerosissima comunità cinese, erano presenti comunità di migranti, esponenti della società civile, cittadini e partiti politici. Durante il percorso, ricordiamo partito da Piazza Vittorio e arrivato a Torpignattara, tutti i negozi, phone center, sono rimasti con la serranda abbassata in segno di solidarietà e lutto.  Un lungo serpentone silenzioso che ha attraversato i quartieri più popolati da migranti, sino ad arrivare al luogo della tragedia. Le candele bianche della fiaccolata hanno illuminato il cammino di quanti si sono riuniti per chiedere più sicurezza in quei quartieri dove troppo spesso la marginalità di chi li vive , porta ad episodi  di sopraffazione e a gesti insensati e violenti.

Il lungo corteo che da Piazza Vittorio, attraversando porta Maggiore e Casilina, è giunto a Tor Pignattara  ha espresso vicinanza e dolore e, come tutte le composite manifestazioni popolari, ha unito persone provenienti dalla Cina e tanto diverse tra loro e dagli altri residenti, ma tutti decisi ad ottenere una migliore qualità di vita e risposte convincenti anche dal  fronte delle indagini. Con richieste che vanno oltre l'arresto degli autori della rapina e del duplice omicidio.  Si chiede di conoscere  come può essere arrivata una calibro 9 nelle mani di un giovane immigrato che vive in condizione di marginalità e se esistono collegamenti tra gli  episodi di attività estorsive e rapine diffusi sul territorio ed il più generale clima di violenza esercitata dalla criminalità organizzata e crescente in questi ultimi mesi in città.