Budapest le proteste per la democrazia nel paese non si fermano

05/01/2012 di Redazione
Budapest le proteste per la democrazia nel paese non si fermano

Continuano le proteste a Budapest, in Ungheria, contro le molteplici modifiche alla Costituzione apportate dal governo guidato da Viktor Orban e dal partito conservatore Fidesz. I manifestanti sostengono che il nuovo governo stia eliminando molti temi che erano stati introdotti dopo la fine del comunismo, minacciando la democrazia nel Paese.

"Viktor Orban e i suoi servi hanno trasformato l'Ungheria nel luogo più oscuro d'Europa", ha dichiarato all'Agence France Presse il deputato socialista Tibor Szanyi. La riforma costituzionale contestata comprende un preludio a difesa dell'unità "intellettuale e spirituale della Nazione", che secondo gli oppositori potrebbe essere utilizzato per giustificare la repressione del dissenso politico; l'inclusione di temi sociali importanti e delicati come ad esempio i diritti dei feti, il matrimonio solo tra uomo e donna, la pena di morte, vengono così sottratti al dibattito pubblico. Inoltre  la revisione del sistema elettorale in un modo che, secondo gli oppositori, favorirebbe Fidesz. Nell'ultima seduta dell'anno, poi, il parlamento ungherese ha approvato una discutibile serie di modifiche legislative che riguardano la banca centrale del paese,la Banca Nazionale Ungherese, inclusa una modifica costituzionale.