Cassino centinaia di pesci morti nel fiume Caira

05/01/2012 di Redazione
Cassino centinaia di pesci morti nel fiume Caira

"Il giorno 2 gennaio per sette ore il tratto di fiume Rapido lungo3 chilometriche costeggia la strada per Caira è stato chiuso: a qualcuno serviva che non ci fosse acqua ed allora giù dal ponte un bel camion di terra" denuncia Angelo Spallino dell'associazione Italia Nostra di Cassino. Continua Spallino "Come se fosse una semplice traversa stradale dalla quale il traffico poteva essere deviato; purtroppo non era una strada secondaria e nemmeno un fosso di scolo o un canale ma un fiume tutelato dalle vigenti leggi ambientali con pesci e uccelli. Chiaramente la quasi totalità di pesci è morta così come le uova di frega". Continua "Noi di Italia Nostra non possiamo transigere su questi atti di prepotenza e banditismo ambientale gravi per se stessi ed indici di una coscienza ambientale diffusa molto lontana dal consolidarsi", prosegue Spallino, il quale ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica. "Il tentativo di chiudere il ramo naturale del fiume viene portato avanti da un manipolo di speculatori urbanistici grandi e piccoli che da almeno trenta anni ha messo gli occhi sui terreni confinanti con il fiume. E non sono meno detestabili quanti, nel2001, aCassino, hanno richiesto, e parzialmente ottenuto, il declassamento del fiume Rapido e del fiume Gari per portare avanti una speculazione urbanistica di cui adesso sentiamo le conseguenze per palazzi costruiti troppo vicino ai fiumi che, bene che vada, hanno bisogno delle opere di urbanizzazione. E queste si fanno quando si fanno al massimo risparmio, al costo di un camion di terra tanto i veri costi li paga la collettività".