Diritto all’istruzione a rischio anche in Francia

27/01/2012 di Redazione
Diritto all’istruzione a rischio anche in Francia

Continua il nostro viaggio intorno al mondo per conoscere lo stato di salute del  diritto all'istruzione, messo seriamente in pericolo. Dopo gli Stati Uniti, questa settimana vi portiamo in Francia, una delle economie più grandi d'Europa e quinta potenza mondiale, ma con un tasso di dispersione scolastica inaccettabilmente alto. Nonostante le promesse dell'allora neo eletto presidente Nicolas Sarkozy, che nel 2008 aveva assicurato i suoi cittadini di  ridurre di un terzo il numero di abbandoni scolastici entro la fine del suo mandato, oggi, alla vigilia delle nuove elezioni, il tasso di dispersione scolastica è ancora troppo alto: circa 150.000 giovani lasciano la scuola ogni anno, prima di ottenere il diploma superiore. Tra il 2000 e il 2009, secondo l'OCSE, la percentuale di studenti di 15 anni non più in formazione è passata dal 15 al 20%. La dispersione scolastica resta dunque una piaga in Francia, dove il numero di abbandoni è ancora drammaticamente alto. Ma il dato più grave è che persiste, e anzi si è acuita, una profonda disparità di rendimento tra ilgruppo degli studenti "migliori" e quello dei più "deboli". Purtroppo la Francia è oggi uno dei Paesi dove le disuguaglianze sociali influenzano di più il rendimento scolastico e dove i bambini provenienti da ambienti svantaggiati hanno minori probabilità di avere successo a scuola e di proseguire, quindi, negli studi superiori. "L'insuccesso scolastico minaccia la coesione sociale in un momento in cui il rendimento scolastico è un fattore essenziale a favorire l'inclusione sociale", sostiene un articolo di Libération. Negli ultimi tempi il quotidiano francese sta ponendo grande attenzione al problema e dando grande eco alle proteste di quanti criticano il modello educativo francese nella sua interezza. Molti, infatti, si stanno cominciando ad interrogare sull'efficacia e sull'adeguatezza di un sistema altamente competitivo che mette tutti sotto pressione, dagli alunni, ai genitori, ai docenti, senza però nessun risultato concreto. Si tratta di un modello fortemente iniquo, fondato sulla "selezione" e non sulla "promozione" degli alunni. Convinti dell'urgenza di porre fine ad un sistema che si occupa principalmente dei migliori e dimentica i più deboli è l'AFEV, l'Associazione della fondazione studenti per la città, che segue e sostiene i giovani in difficoltà nei quartieri più difficili, e che ha di recente lanciato un Patto nazionale contro la dispersione scolastica. Il Patto, firmato da 52 personalità influenti e otto organizzazioni, tra cui tre sindacati e la più importante associazione genitori-insegnanti (il CIPF), sarà presentato a tutti i candidati alla presidenza affinché si impegnino personalmente per fare della lotta alla dispersione una priorità. Il modello attualmente in vigore è inaccettabile per un Paese europeo come la Francia, dove il diritto all'istruzione è tutelato sulla carta come diritto fondamentale della persona, indipendentemente dalle condizioni sociali ed economiche di partenza. Anzi, il principio dell'eguaglianza sostanziale impone proprio di annullare tutte quelle condizioni di sfavore e rimuovere i fattori di disparità, in modo da garantire libertà e uguaglianza di possibilità, e il pieno sviluppo della persona. Mettere tutti nelle stesse condizioni e fornire loro gli strumenti affinché possano prendere parte alla vita democratica di un Paese, favorendone la piena inclusione sociale e l'effettiva partecipazione rientra tra i principi fondamentali di uno Stato moderno. Garantire il diritto all'istruzione attraverso il sistema della scuola pubblica è uno di questi strumenti, oggi purtroppo messo seriamente a repentaglio anche in Francia. 

Leggi DIRITTO ALL'ISTRUZIONE SERIAMENTE A RISCHIO NEGLI STATI UNITI