Egitto, prove di tutela dei diritti umani

27/01/2012 di Redazione
Egitto, prove di tutela dei diritti umani

"Manifesto per i diritti umani in Egitto" è il documento di Amnesty sottoscritto in tutte le due parti solo da due partiti egiziani, quello Socialdemocratico e l'Alleanza popolare socialista. L'Egitto post Mubarak non rinuncia alla pena di morte, alle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale né alla protezione  dei diritti delle donne. E' quanto emerge dai colloqui che Amnesty International ha tenuto con i partiti politici più rappresentativi dell'Egitto. L'organizzazione ha sottoposto a ben 54 partiti politici il decalogo di impegni per l'attuazione di riforme che affermino e tutelino i diritti dell'uomo.  Ma la maggior parte ha promesso di portare avanti i temi illustrati nei primi sette punti del Manifesto: il rispetto dei diritti civili e politici, la fine del trentennale stato d'emergenza, il contrasto alla tortura, la tutela della libertà d'espressione e d'associazione, la garanzia di celebrare processi equi e lo svolgimento d'indagini sulle violazioni dei diritti umani commesse sotto il regime di Hosni Mubarak. Inoltre, Amnesty ha anche ottenuto da quasi tutte le principali forze politiche l'impegno a favore degli abitanti degli insediamenti precari e dei diritti economici, sociali e culturali di tutti gli egiziani. Silenzi e reticenze invece ci sono stati sui temi relativi all'abolizione della pena di morte, delle discriminazioni e di protezione dei diritti delle donne, al fine di rispettare la legge islamica. Con l'insediarsi del nuovo Parlamento i partiti egiziani hanno l'impegno di abolire le leggi repressive, riformare le forze di polizia e i servizi di sicurezza e soprattutto approvare norme che proteggano i diritti umani e cancellino definitivamente gli abusi del passato.