Giù le mani dalla riserva di Decima Malafede

12/01/2012 di Redazione
Giù le mani dalla riserva di Decima Malafede

L'espansione del Campus Bio-Medico e la trasformazione del perimetro della Selcetta ad opera dell'Opus Dei, rischiano di danneggiare un altro polmone verde romano: il territorio naturale di Decima Malafede.  La riserva naturale di Decima si estende per oltre seimila ettari di terreno, si trova a sud-ovest del Grande raccordo anulare, a pochi chilometri dalla Via Pontina. Peccato che si stia pensando di infestare questo paradiso con l'espansione per4500 metriquadrati del campus bio-medico, nello spazio adiacente alla Cava della Selcetta.  "La Selcetta non è un punto qualunque della tenuta, spiega Giuseppe Panuccio impegnato nella lotta per il verde romano e nel caso Decima Malafede da molti anni, parliamo di una vera e propria ex-cava naturalizzata con un lago di falda, munito di un'interessante fauna". Dal canto suo l'Ateneo si difende parlando di impatto ambientale zero, pannelli fotovoltaici, riserve idriche e moderni sistemi di coibentazione sperimentale.

Ma non è l'unico problema per la Selcetta, infatti, l'Opus Dei sta proseguendo nella trasformazione del perimetro dell'area in area a verde pubblico attrezzato con tanto di ristoranti e giochi per bambini. Panuccio prosegue affermando che con la avvenuta concessione, da parte dell'ente regionale Roma Natura, dei nulla osta n° 1941 e n° 3278 già si vedono i primi risultati: recinzioni e pali metallici lungo la cava, abbattimento di tre ettari boschivi come ceduo, adeguamento del fondo della cava con sistemazione idrogeologica dei versanti per la fruizione pubblica, edificazione del parco giochi e del suddetto ristorante. Un "giardinetto", insomma. Questo è l'attuale stato delle cose, senza dimenticare la vicenda della discarica abusiva emersa lo scorso settembre, ennesima spina nel fianco nella storia di Decima Malafede. "Non dimentichiamoci nemmeno della zona del Risaro, prosegue Panuccio, dove ci sono lavori in corso per un depuratore (poco funzionante) che dovrebbe collegarsi con il fosso che arriva dai castelli per poi confluire nel Tevere. Insomma, un quadro davvero desolante. Pensiamo di organizzare, intorno marzo, un incontro a Decima. Sarà l'occasione per fare una breve relazione sullo stato della Riserva, schede ornitologiche, visita guidata e pranzo sociale".