27 gennaio Giornata della memoria

27/01/2012 di Redazione
27 gennaio Giornata della memoria

"La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati".  Questo è il testo dell'articolo 1 della legge che definisce le finalità del Giorno della Memoria,  ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano aderendo alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio giornata in commemorazione delle vittime del nazismo e del fascismo, dell'olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. Solo con l'avanzare degli eserciti alleati in Germania l'opinione pubblica mondiale conobbe una tragedia più grande della guerra stessa. Era il 27 gennaio 1945, quando l'"armata rossa" abbattè  i cancelli di Auschwitz. In questo e in altri campi creati dalla Germania nazista erano stati commessi crimini di incredibile crudeltà tesi all'annientamento di omosessuali, ebrei, rom, persone con handicap, testimoni di Geova , attivisti di sinistra.

Tutto il mondo aprì gli occhi sulla più terribile realtà del Novecento sino  ad allora  camuffata, nascosta ma da tanti accettata. Altri olocausti sono stati perpetrati in tutto il mondo nell'epoca moderna a partire da quella dei nativi americani. Ma è nel Novecento e sino agli anni più recenti che vari regimi sono ricorsi a "soluzioni finali" in Armenia, in Russia, in Cambogia, nell'Africa dei grandi laghi, nella ex Jugoslavia, in Medio Oriente, in America Latina.

Ancora oggi esistono  campi di concentramento, riduzione in schiavitù e annientamento di persone "colpevoli" di fedi religiose o politiche, appartenenze etniche, orientamenti sessuali, disabilità. Maggiore attenzione alle vittime e ai sopravvissuti di queste storie presto rimosse. Migliore impegno per la ricostruzione della storia  italiana delle leggi razziali e dei campi di concentramento. E mentre la ricerca storica ne approfondisce l'indagine ha ripreso vigore il negazionismo. In Italia mentre resta nascosta la realtà dell'allestimento di oltre 100 campi di concentramento, la giornata della memoria in questi dieci anni è stata occasione per visite di studio dei campi in Germania e per incontri con i testimoni, per ragioni anagrafiche sempre più rari. Di seguito pubblichiamo una pagina tratta dal "Diario di Anna Frank", emblema di quegli anni di repressione e morte:

"Giovedì, 15 giugno 1944

Cara Kitti,
è perché da tanto tempo non metto più il naso fuori di casa che vado pazza per le bellezze naturali? So benissimo che una volta l'azzurro del cielo, il cinguettio degli uccelli, il chiaro di luna e gli alberi in fiore non attiravano la mia attenzione. Qui le cose sono cambiate. La sera di Pentecoste, per esempio, sebbene facesse tanto caldo, mi sono sforzata di tenere gli occhi aperti fino alle undici e mezza, per potere tranquillamente contemplare da sola la luna attraverso la finestra aperta. Purtroppo questo sacrificio non servì a nulla, perché la luna spandeva troppa luce e io non potevo rischiare di tenere la finestra aperta. Un'altra sera, parecchi mesi addietro, mi trovavo per caso di sopra mentre la finestra era aperta. Non ritornai sotto se non quando la finestra dovette essere chiusa. La buia sera piovosa, la tempesta, le nubi che si rincorrevano per il cielo mi affascinavano; era la prima volta dopo un anno e mezzo che mi trovavo a faccia a faccia colla notte. Dopo quella sera il mio desiderio di rivedere quello spettacolo fu più grande che la paura dei ladri, dei topi e delle incursioni. Me ne andavo tutta sola al piano di sotto per guardare fuori della finestra dell'ufficio privato o della cucina. Molti trovano bella la natura, molti dormono qualche volta all'aria aperta, molti, nelle prigioni- o negli ospedali, sospirano il giorno in cui, liberi, potranno nuovamente godere la natura, ma pochi sono, come noi, chiusi colla loro nostalgia e isolati da ciò che è patrimonio sia del povero che del ricco. Non è una mia fantasia che la vista del cielo, delle nubi, della luna e delle stelle mi renda tranquilla e paziente. È una medicina migliore della valeriana o del bromuro. La natura mi rende umile e pronta ad affrontare valorosamente ogni avversità. Purtroppo è andata cosi: io non posso guardare la natura - ed eccezionalmente - che attraverso finestre polverose e coperte da sporche tendine. E guardarla cosi non è più un piacere, perché la natura è davvero l'unica cosa che non tollera surrogati.

La tua Anna"