Il dovere di difendere la Patria esteso anche ai cittadini stranieri regolarmente soggiornanti nel Paese ma il Governo fa ricorso

19/01/2012 di Redazione
Il dovere di difendere la Patria esteso anche ai cittadini stranieri regolarmente soggiornanti nel Paese ma il Governo fa ricorso

Anche ai cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, e come tali appartenenti "in maniera stabile e regolare alla comunità", può essere esteso "il dovere di difesa della Patria quale dovere di solidarietà politica, economica e sociale" previsto dalla Costituzione. Escluderli dal servizio civile in quanto privi della cittadinanza italiana, pertanto, è discriminazione.

È l'argomentazione con cui il giudice milanese Carla Bianchini, del tribunale del lavoro, ha accolto il ricorso presentato da uno studente pachistano di 26 anni, Shahzad Sayed, 26 anni a cui era stata respinta, pur essendo residente in Italia da 15 anni, la domanda di partecipazione al "Bando per la selezione di 10.481 volontari da impiegare in progetti di servizio civile In italia e all'estero"- pubblicato il 20 settembre 2011.

Il giudice ha espresso "il carattere discriminatorio" del bando e ha ordinato "alla presidenza del consiglio dei ministri-Ufficio nazionale per il servizio civile di sospendere le procedure di selezione, di modificare il bando (...), consentendo l'accesso anche agli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia e di fissare un nuovo termine per le domande". Lo studente ha presentato il ricorso con le associazioni Avvocati per niente onlus e Studi giuridici sull'immigrazione, con il sostegno della Cgil e della Cisl di Milano. I ricorrenti hanno sostenuto "un'evidente irragionevolezza e un ulteriore inutile ostacolo all'integrazione".

Secondo i ricorrenti rappresentati dagli avvocati Alberto Guariso, Livio Neri e Daniela Consoli - "è la prima volta che un giovane straniero agisce non tanto per rivendicare una prestazione o un servizio, ma per poter adempiere un diritto/dovere, quello di 'difendere la patria' intesa come collettività di persone che vivono stabilmente su un territorio e che sono legate tutte, senza distinzioni di cittadinanza formale, da un unico vincolo di solidarietà". Il requisito della cittadinanza italiana per partecipare al servizio civile è previsto dalla legge 64/2101 ('Istituzione del servizio civile nazionale') e dal decreto legislativo 77/2002 ('Disciplina del servizio civile nazionale'). Il 26enne, invece, è un pakistano che ha studiato in Italia fin dalle medie, frequenta l'università e ha presentato domanda di ammissione al servizio civile pressola Caritas Ambrosiana.

Ma giunge il 18 gennaio la notizia che il Il ministero per la cooperazione internazionale e l'integrazione ha deciso di presentare ricorso contro l'ordinanza del tribunale di Milano. Una scelta di natura tecnica, spiega il Dipartimento del Servizio Civile. Infatti la decisione del giudice milanese obbliga il Governoa cancellare ilbando di reclutamento del settembre 2011 e a predisporne un altro, annullando così la partenza di circa 18mila giovani già prevista per il 2012. Il portavoce del Ministro Riccardi "Il ministro non è contrario alla possibilità di far svolgere anche ai cittadini stranieri il servizio civile -spiega il portavoce-. Ma oggi questa possibilità è esclusa dalla legge vigente. Su questo si sta facendo una riflessione".

Le partenze previste per l'inizio del 2012 sono intanto state sospese e bisognerà attendere l'esisto del ricorso.