Prove di democrazia ad un anno dalle rivolte nei paesi arabi

mentre in Siria si continua a morire

05/01/2012 di Redazione
Prove di democrazia ad un anno dalle rivolte nei paesi arabi

Siamo ad un anno dall'inizio delle mobilitazioni nei paesi arabi e mentre l'esercito continua a sparare sulle manifestazioni in Tunisia ed Egitto prosegue un lento, difficile ed accidentato percorso verso la democrazia.

La Commissione elettorale della Libia ha diffuso un documento di 15 pagine relativo ad una proposta di legge che stabilisce le regole per le prime elezioni democratiche del paese dopo la caduta di Gheddafi. Il documento contiene alcuni punti per l'elezione del nuovo "Comitato generale nazionale", un assemblea costituente e il limite minimo di età per poter votare oltre che i requisiti per potersi candidare.

Le elezioni dovrebbero tenersi prima dell'estate e serviranno ad eleggere 200 membri del Comitato che avranno il compito di scrivere una nuova costituzione perla Libia. Labozza di legge prevede di riservare almeno il dieci per cento dei seggi alle donne, superando le limitazioni per ora imposte dal Consiglio nazionale di transizione.

Nel testo mancano invece dettagli relativi alla divisione dei paesi in collegi elettorali o la creazione di partiti politici, vietati negli anni del potere di Gheddafi. Inoltre mancano notizie relative alla scelta dei rappresentanti locali e al sistema di calcolo per stabilire il numero di seggi per ogni distretto.

Nel documento è invece confermato il compito degli eletti: scrivere la nuova costituzione che sarà poi proposta alla popolazione attraverso il referendum e governare la Libia fino alle elezioni successive, dove sarà poi eletto un governo vero e proprio che lavorerà sulla base della nuova legge costituzionale.

Le possibilità di candidarsi per l'elezione nel Comitato saranno limitate. La proposta indica venti casi che rendono impossibile la candidatura: tra questi, essere stato funzionario del regime di Gheddafi, aver fatto parte dei Comitati rivoluzionari vicini all'ex leader libico, essere stati condannati per alcuni reati. Altri criteri sono più attenuati e secondo alcuni esperti potrebbero escludere la candidatura a quasi due terzi della popolazione.

Un articolo della proposta di legge vieta di candidarsi a chi ha ricevuto denaro o titoli di studio "senza merito" dal regime. Sarà difficile controllare simili condizioni, dicono gli analisti, e regole troppo rigide potrebbero complicare il processo di riconciliazione del paese.

 La diffusione della proposta è seguita con molta attenzione dagli attivisti che hanno lottato per la fine del regime ma anche dai cittadini che chiedono la democrazia nel paese e la fine del controllo da parte del Consiglio nazionale di transizione.

La mancanza di un governo democraticamente eletto crea difficoltà nel riconoscimento del potere da parte di alcuni gruppi che partecipano alla rivolta. Gli scontri tra diversi gruppi di miliziani sono ancora oggi molto frequenti.