La minoranze linguistiche arabereshe e occitane contro la Regione Calabria

12/01/2012 di Redazione
La minoranze linguistiche arabereshe e occitane contro la Regione Calabria

Si sono chiusi il 9 gennaio a Cosenza, gli Stati Generali delle Comunità Arbereshe e Occitana e senza poche polemiche. Un appuntamento che ha riunito una importante rappresentanza di sindaci, politici ed esponenti di varie associazioni culturali del mondo delle minoranze linguistiche. Al centro del dibattito la difesa della Legge 482 del 1999 sulle minoranze linguistiche e la discussione sulle Linee Guida per l'attuazione dei fondi PISR "Minoranze linguistiche ed Etnoapontropologiche della Calabria" di cui al POR FESR 2007/2013. Tutti i relatori, i partecipanti agli Stati generali, si sono detti indignati per il modus operandi relativo all'assegnazione dei fondi. Infatti, mentre alcune comunità di minoranza linguistica hanno dovuto aspettare il riconoscimento per decenni, attualmente, e con molta velocità,la Regione Calabriasta discutendo sull'aggiunta di altri 10 comuni, che nulla c'entrano con quelli di minoranza, per l'accesso ai FESR. L'intera provincia di Cosenza dice no anche attraverso il Console Onorario Mario Brunetti che parla di "momento storico" in cui bisogna dare "risposte serie a questo violentissimo attacco che è illegale". Aggiunge alla sua dichiarazione "Ci sono voluti 50 anni per  farci riconoscere come minoranza e con questo atto si tenta di  cancellare e svuotare quanto finora costruito. Non possiamo accettare  che un gruppo istituzionale possa decidere il perimetro di un territorio  entro cui dividere i fondi. Si devono incontrare i ministri e chiedere  una commissione nazionale che valuti l'applicazione della Legge. La 482  rischia di diventare una legge clientelare". Parla di "grave attacco alla482"anche il  docente Unical Franco Altimari, affermando come questo provvedimento abbia  fatto "risuscitare minoranze fantasma". "Magari ci fossero 10mila  ellenofoni -ha detto-. Questo non è un attacco agli ultimi greci di  Calabria. Sono loro i primi ad essere penalizzati. Ci siamo già opposti  al riconoscimento di Cosenza e Palermo come minoranze, non basta il  fatto storico, è importante che nel territorio si parli anche la  lingua".

Il sindaco di  Acquaformosa, Giovanni Manoccio, dice "no ai soldi" per "difendere la  dignità di sindaco di un paese di minoranza".