Migranti: arriva, forse la tassa sul permesso di soggiorno

05/01/2012 di Redazione
Migranti: arriva, forse la tassa sul permesso di soggiorno

Entrerebbe  in vigore dal 30 gennaio la tassa sul permesso di soggiorno, prevista dal decreto Tremonti/Maroni in attuazione della legge del 15 luglio 2009, n.94, Disposizioni in materia di sicurezza pubblica. Ma il nuovo Ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri e Andrea Riccardi per la Cooperazione, esprimono i loro dubbi a riguardo, e stanno riflettendo sullo stop al contributo maggiorato per i migranti. Il decreto firmato il 6 ottobre 2011 è arrivato in Gazzetta il 31 dicembre, a distanza di due anni dall'approvazione, proprio nel momento più complicato per l'economia del nostra Paese e soprattutto per le famiglie con più difficoltà economiche. Questo il motivo del tentennamento da parte dei Ministri.

Infatti, dal 30 gennaio agli attuali 72,12 euro richiesti per il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno (14,62 per la marca; 30,00 per la spedizione dell'assicurata; 27,50 per il costo del permesso elettronico) si dovrà aggiungere la nuova tassa, chiamata "contributo, che oscilla da un minimo di 80,00 ad un massimo di 200,00 euro.

Sono esclusi, dal cosiddetto contributo, i minori, i cittadini stranieri che entrano nel territorio nazionale per ricevere cure mediche e i loro accompagnatori,  i cittadini stranieri richiedenti il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno per asilo, per richiesta di asilo, per protezione sussidiaria, per motivi umanitari; i cittadini stranieri richiedenti l'aggiornamento o la conversione del permesso di soggiorno in corso di validità.
Chi e quanto dovrà pagare:
- Euro 80,00 (più 72,12) per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno;
- Euro 100,00 (più 72,12) per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni;
- Euro 200,00 (più 72,12) per il rilascio del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo e per i richiedenti il permesso di soggiorno ai sensi dell'art. 27, comma 1, lett. a) del testo unico e cioè i dirigenti ed il personale altamente specializzato delle multinazionali.
Il 50% delle risorse andrà a finanziare le spese per le espulsioni, il rimanente sarà destinato alle spese di funzionamento degli uffici immigrazione delle questure, al funzionamento degli sportelli unici e infine all'attuazione del regolamento sull'Accordo di integrazione.
Nei prossimi giorni il Ministero dell'interno emanerà una circolare per stabilire le procedure e le modalità di integrazione e di restituzione delle somme erroneamente versate in difetto o in eccesso. Intanto crescono gli inviti a rimettere mano alla tassa e i ministri Cancellieri e Ricciardi assicurano interventi migliorativi.