Occupazione femminile: l’Italia è ancora indietro

12/01/2012 di Redazione
Occupazione femminile: l’Italia è ancora indietro

L'Eurostat diffonde i dati della ricerca sull'occupazione femminile in Europa ed il 2011 si chiude con la conferma che l'Italia è ancora il fanalino di coda. Secondo l'ufficio statistico Ue, il tasso di occupazione delle donne senza figli in Italia tra i 25 e i 54 anni, è pari al 63,9%. La media dell'Unione è del 75,8%: in Germania il tasso, per la stessa fascia di età, è dell'81,8%. Malta è ferma al 56,6%. Nell'Unione a 27, il tasso di occupazione totale di donne e uomini è del 64,2%, con le donne a quota 58,2%. Alla fine del primo semestre 2011, il tasso italiano di occupazione per uomini e donne è del 57,2%, e scende al 46,7% per le sole donne. Anche la Grecia con il suo 48,1% è sopra di noi. Per non parlare della disoccupazione. Infatti In Italia il totale del primo semestre dello scorso anno è dell'8,2%: 7% per gli uomini, 9% per le donne. Al netto del lavoro nero. Ma non solo: una donna in Italia continua a prendere 1/5 in meno rispetto a un uomo, anche in casi di ruoli analoghi. Purtroppo il precariato non aiuta la disoccupazione, infatti come può essere facile l'accesso al lavoro tramite i contratti atipici così è altrettanto facile l'uscita.
Con i contratti atipici chi va in maternità difficilmente ritorna al posto di lavoro lasciato prima della nascita di un bambino.  In paesi come ed esempio il Belgio, la presenza di molte scuole materne permette all'occupazione femminile di rimanere invariata in caso di uno o due figli.  In Italia l'11% dei bambini va al nido, privato o pubblico. In Emilia la percentuale sale al 25,2%, in Sicilia non supera il 5,1%.  In alcuni casi, rari,  i comuni danno alle famiglie un contributo perla retta. Secondo l'Istat, la percentuale di occupate è del 58,5% per le donne con un figlio di meno di 15 anni, e del 54% quando i figli sono due. Se poi i figli sono tre o più, la percentuale precipita al 33,3%. Del resto ricordiamo che era il 1932 quando in Italia è arrivata la prima donna in un consiglio di amministrazione di un'azienda. 80 anni dopo le donne sono 150: il 6% del totale.