Duecento anni di Charles Dickens

09/02/2012 di Redazione
Duecento anni di Charles Dickens

Charles Dickens fu uno dei più grandi e famosi scrittori della letteratura inglese dell'800. Il 7 febbraio ha compiuto duecento anni. Raccontò storie complesse, ricche di personaggi, luoghi e tematiche. Gli aspetti negativi della società e la sua esperienza personale portarono Dickens a descrivere nelle sue opere soprattutto la povertà, il lavoro minorile e l'infanzia abbandonata. Visse in un periodo caratterizzato da rapidi cambiamenti, quello della Rivoluzione Industriale. Nelle città nacquero agglomerati urbani senza controllo, miseria e povertà accompagnarono questi cambiamenti. L'abbandono e lo sfruttamento infantile erano molto diffusi nell'età di Dickens e lo riguardano in prima persona. Secondo la legge e la società il bambino era considerato un adulto se aveva più di sette anni e quindi era responsabile delle proprie azioni. Nelle sue opere - Il circolo Pickwick, Oliver Twist, Tempi difficili, David Copperfield, Casa desolata, Grandi speranze, si racconta di povertà e della stratificazione sociale creati dal Vittorianesimo e dall'industrializzazione. Fu fautore del cosiddetto romanzo sociale, che si concentrava sui ceti economicamente svantaggiati e denunciava l'ipocrisia, i soprusi e i pregiudizi nei loro confronti. Oliver Twist è una delle opere più famose, con le sue descrizioni della miseria e del crimine della Londra dell'Ottocento. Stefan Zweig, in "Dickens" in Tre Maestri, tr. it., Milano, Sperling & Kupfer, descirve così il grande scrittore  "Charles Dickens è il poeta, il quale come nessun altro ha reso immortali la propria gioia e il proprio dolore infantili. Sempre e sempre ancora egli narra di quel fanciullo umiliato, spaurito, trasognato, orfano di padre e di madre; il suo accento patetico commuove fin quasi alle lacrime, la sua voce si fa armoniosa e piena come suono di campane"