I tagli della Difesa?

16/02/2012 di Redazione
I tagli della Difesa?

Il Ministro della Difesa Di Paola ha illustrato alle Commissioni di Camera e Senato i nuovi programmi del suo dicastero: una riduzione di 43 mila unità riguardanti l'organico di militari e civili nella Difesa, e una riduzione sull'acquisto degli F35. Sarà necessario diminuire il personale del 20 per cento: "Bisogna ridurre lo strumento difesa e ricalibrare il personale. Ridurre il personale e recuperare risorse per l'operatività e gli investimenti". Attualmente lo strumento militare è di 183mila militari e trentamila civili. "Dovremmo progressivamente scendere a 150mila militari e 20mila civili. Cioè 43mila unità in meno, il 20 per cento, rispetto alle dimensione attuale". Riguardo al taglio dei cacciabombardieri l'Italia si era impegnata ad acquistarne 131, invece adesso il riesame del programma propone di acquistarne 90, un terzo in meno. Ma la Rete italiana per il disarmo dichiara "un nuovo gioco di prestigio per fingere un cambiamento di rotta che nei fatti non esiste. In pratica, la montagna ha partorito il classico topolino". Francesco Vignarca coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo dichiara "Dopo la manovra 'Salva Italia', che ha chiesto pesanti sacrificia tutto ilPaese con tagli a pensioni, sanità e welfare ci saremmo aspettati un contributo anche dal comparto Difesa, specialmente con la soppressione di inutili e costosi sistemi d'arma come il cacciabombardiere F-35 Joint Strike Fighter. I soldi ricavati (ma non da subito) con il taglio di una parte del personale andranno invece solamente a coprire le maggiori spese previste per l'esercizio (formazione e manutenzione) ed investimento (sistemi d'arma)".