La Siria verso il referendum

16/02/2012 di Redazione
La Siria verso il referendum

La televisione di stato siriana ha annunciato che il referendum sulla nuova Costituzione, si terrà il 26 febbraio. Tra poco meno di 15 giorni i siriani verranno chiamati alle urne per un voto che, di fatto, è un referendum proprio sul regime. Un "sì" massiccio alla nuova Costituzione, secondo il presidente Bashar Assad, metterebbe nell'angolo l'opposizione e i rivoltosi. Sempre che il voto del 26 febbraio sia regolare e credibile e il regime non faccia pressioni sulla popolazione per ottenere un risultato favorevole. Ancora non è stato reso noto se ci sarà il permesso per un monitoraggio indipendente del voto e l'ingresso nel paese dei osservatori elettorali di altri paesi. In base alle indiscrezioni fornite dalla tv di stato, l'articolo uno della nuova Costituzione recita: "La repubblica araba siriana è uno stato democratico con piena sovranità, non accetta ingerenze e non fa concessioni su parte del suo territorio e del suo popolo ed è parte della nazione araba". Sempre all'interno del testo si precisa anche che "la religione del presidente della Repubblica è l'Islam e il diritto musulmano è la fonte principale della legge e lo Stato rispetta tutte le religioni che si possono professare liberamente». Si afferma soprattutto che «il sistema politico è pluralista e si basa sul sistema democratico di elezione dei partiti e dei raggruppamenti che partecipano alla vita politica". Si legge inoltre che "non è ammessa alcuna attività politica o la formazione di partiti che abbiano basi religiose o settarie". Intanto in questi giorni l'Assemblea generale delle Nazioni Unite voterà una risoluzione in cui si condanna la repressione dell'opposizione in Siria e si sollecita Damasco ad andare verso un sistema democratico e multipartitito.