Libia: ancora vittime di tortura

02/02/2012 di Redazione
Libia: ancora vittime di tortura

Medici senza Frontiere ha annunciato la sospensione delle sue attività a Misurata, la terza città della Libia, dopo aver denunciato ripetutamente le violenze nei confronti dei detenuti nelle carceri. L'organizzazione ha dichiarato di aver curato almeno 15 persone vittime di tortura e ha denunciato i casi alle autorità di Misurata. Anche Amnesty International ha dichiarato di aver raccolto testimonianze di casi di violenza nei confronti degli ex sostenitori di Gheddafi da parte delle milizie degli ex ribelli. Un giornalista della BBC dopo le segnalazioni di MSF si è recato in un  centro di detenzione e ha parlato con i prigionieri, che hanno detto di essere stati più volte picchiati e frustati con cavi elettrici. Le violenze sono avvenute in basi gestite dall'esercito del CNT o dalle milizie, dove i prigionieri sono trasferiti temporaneamente per essere interrogati. Ibrahim Beitelmal, capo del consiglio militare di Misurata, respinge tutte le accuse e ha dichiarato "Penso che le persone che lavorano sotto la maschera delle organizzazioni per i diritti umani, o i dottori senza frontiere, siano la quinta colonna di Gheddafi. Ci sono stati pochi casi di ex ribelli che si sono vendicati, ma questo non vuol dire che dal mio ufficio siano usciti ordini di torturare i prigionieri." Il Consiglio Nazionale di Transizione non ha ancora il totale controllo del paese che continua ad essere consegnato alle milizie armate che hanno partecipato alla guerra civile. Secondo le stime dell'ONU, sono circa 8.500 le persone, in tutto il paese, tenute prigioniere. La maggior parte di loro,  sono accusate di essere sostenitori di Gheddafi, e spesso sono in centri di detenzione che sfuggono al controllo del governo del CNT. Vittime sono spesso gli africani subsahariani, che durante il regime di Gheddafi sono arrivati nel paese per lavorare. Bersagli di violenza perché hanno formato parte delle milizie mercenarie sostenitrici del regime anche nelle ultime settimane della guerra civile.