Comuni e Regioni fisseranno l'incremento delle licenze taxi

23/02/2012 di Redazione
Comuni e Regioni fisseranno l'incremento delle licenze taxi

Nella bozza di emendamento relativa al decreto sulle liberalizzazioni e sul quale ci sarebbe l'ok del governo si legge che saranno Comuni e Regioni a fissare l'incremento delle licenze taxi. E ovviamente non tardano ad arrivare le proteste di consumatori e sindacati.  Secondo le associazioni dei consumatori aderenti a Casper (Comitato contro le speculazioni e per il risparmio che riunisce Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori), "si tratta dell'ennesima sconfitta per il Governo Monti, nuovamente battuto dalla lobby dei tassisti. Una liberalizzazione dei taxi come quella che si starebbe profilando con una Autorità dei trasporti di fatto inutile e che non può decidere un bel nulla, e il potere di stabilire licenze e tariffe in capo ai sindaci, di fatto annulla qualsiasi beneficio in favore degli utenti". "In sostanza - spiegano Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori - se passerà l'emendamento che ammorbidisce le liberalizzazioni nel settore taxi, non ci sarà alcun cambiamento rispetto alla situazione attuale: le licenze non aumenteranno, le tariffe continueranno ad essere le più alte del mondo, e lo strapotere della lobby dei tassisti aumenterà, a tutto danno dei consumatori fruitori del servizio". Secondo l'emendamento al decreto Liberalizzazioni, l'aumento delle licenze avverrà in base alle analisi della nascente Autorità dei trasporti il cui parere non sarà comunque vincolante. L'Autorità avrà la facoltà di ricorrere al Tar nel caso le decisioni di Comuni e Regioni agiscano in maniera difforme dai suoi pareri.