Maldive, il Preisdente Nasheed costretto a dimettersi

09/02/2012 di Redazione
Maldive, il Preisdente Nasheed costretto a dimettersi

Mohamed Nasheed, Presidente delle Maldive ha lasciato la sua carica a seguito di un golpe. Le forze di polizia avevano preso possesso della televisione di Stato e lanciato inviti alla popolazione a ribellarsi. Nasheed ha 44 anni e la sua vittoria alle prime elezioni multipartitiche era vista come un avvio alla democrazia, dopo il governo trentennale di Gayoom. Durante il governo di quest'ultimo Nasheed è stato arrestao all'incirca 27 volte visto il suo impegno per la democrazia e la tutela dei diritti umani. Ha trascorso in carcere complessivamente sei anni prima di diventare presidente. Inoltre Nasheed era diventato famoso per le riunioni del suo esecutivo sott'acqua, per sensibilizzare la popolazione mondiale nei confronti del surriscaldamento globale e quindi dell'innalzamento del livello del mare che, nella peggiore delle ipotesi, sommergerebbero l'arcipelago.

Le proteste erano iniziate qualche settimana fa, successive alla carcerazione del giudice Abdulla Mohamed. Quest'ultimo aveva fatto scarcerare un oppositore del governo e aveva bloccato le indagini contro membri del governo dell'ex presidente Gaymoon, che ricordiamo nel 2008 Nasheed ha sconfitto. Durante i suoi ultimi giorni di carica, Nasheed aveva inviato le forze dell'ordine per placare i manifestanti, e invece, gli stessi poliziotti hanno iniziato a manifestare proprio contro di lui. Il perché del golpe potrebbe essere spiegato come dichiara il quotidiano The Hindu da quando molto evidente era diventato lo scontro tra gli estremisti islamici e il presidente, accusato di voler portare altre religioni nel paese. Alle Maldive, infatti, non esiste libertà di culto e l'unica religione ammessa è quella musulmana. Addirittura, nel Paese, per avere la cittadinanza, secondo la costituzione, si deve essere di religione islamica.

In un'intervista alla BBC, il fratello di Nasheed ha detto che il presidente dimissionario è confinato contro la sua volontà, a opera delle forze di sicurezza e nel palazzo presidenziale: "Le forze di sicurezza dicono che non possono rilasciarlo, ma lui vorebbe tornare a casa'', ha spiegato il fratello, aggiungendo che gli agenti sono preoccupati per la sua incolumità.