Siria: le donne ribelli contro il regime

02/02/2012 di Redazione
Siria: le donne ribelli contro il regime

Coperte da maschere e armate, sei donne vestite di nero hanno annunciato in un video, la formazione di una unità, totalmente femminile, che entrerà a far parte dell'Esercito della Siria libera. Questo è composto principalmente dai disertori delle forze di sicurezza siriane e conduce una lotta armata contro il regime di Bashar al Assad. Le donne siriane hanno partecipato alla rivoluzione iniziata a marzo 2011, organizzando incontri, curando i feriti, preparando striscioni e bandiere. Alcune di loro hanno creato dei gruppi per raccogliere fondi, cibo e altri beni per le famiglie delle vittime della repressione. L'ultima grande protesta organizzata dalle donne a Daria, vicino a Damasco, c'è stata il 14 gennaio. Le donne hanno marciato silenziosamente per ricordare Gilles Jacquier il giornalista francese ucciso l'11 gennaio da un'esplosione nella città di Homs, e per chiedere la liberazione degli oppositori arrestati dalle forze di sicurezza. Tra le donne, che hanno fatto la rivoluzione ricordiamo Souheir al Atassi, portavoce dell' Unione di coordinamento della rivoluzione, una delle principali organizzazioni di opposizione. Dopo sette mesi di clandestinità, per evitare l'arresto, è fuggita in Francia. Qui si è rifugiata anche la scrittrice e giornalista Samar Yazbek, arrestata e interrogata per cinque volte dai servizi segreti siriani. Samar Yazbek, in un'intervista al Guardian, ha raccontato la propria esperienza documentando le torture sugli oppositori nelle carceri del suo Paese.L'attrice Fawda Suleiman invece, ha scelto di rimanere in Siria. Il 10 novembre 2011 è stato diffuso un video in cui  ha pronunciato un discorso al suo popolo a sostegno della protesta e il 12 gennaio ha nuovamente parlato alla folla riunita a Homs rivolgendosi direttamente alle donne e chiedendo al Consiglio nazionale siriano (CNS), che rappresenta una parte dell'opposizione, di sostenere l'Esercito della Siria libera anche finanziariamente.