Siria, non c’è tregua

09/02/2012 di Redazione
Siria, non c’è tregua

Continuano gli attacchi dei militari siriani nelle diverse aree della provincia meridionale di Daraa. Asil Abdullah, dell'organizzazione Syrian Media Centre ha dichiarato che per il momento e' difficile fare un bilancio delle vittime, ma ha ribadito che si tratta di un attacco "pesante", dovuto all'alto numero di militari disertori nella zona. La Cnn dichiara che alcune fonti del Pentagono stanno esaminando l'ipotesi di un intervento militare ma fonti dell'Unione europea escludono azioni del genere, affermando che "la Siria non è la Libia". La Ue, per quanto affermato dalle fonti, starebbe preparando squadre d'emergenza da inviare a Beirut, Amman e possibilmente a Damasco col fine di  "coordinare l'azione sul terreno in vista delle future operazioni, inclusa l'evacuazione delle migliaia di cittadini europei". La Turchia, invece, è intenzionata ad organizzare "nel più breve tempo possibile" una conferenza internazionale sulla Siria. Ad essere colpiti maggiormente dai bombardamenti di Homs, sono stati i quartieri di Bab Amro (sud-ovest), Khaldiye e Bayada (nord, nord-est). Bab Amro, in origine popolato da circa 100.000 persone, secondo alcune testimonianze, è quasi distrutto. Secondo le diverse testimonianze, le forze governative,da lunedi mattina sparano con mortai e proiettili di carro armato e hanno il controllo dei cieli, gli elicotteri vengono usati non solo per ricognizione ma anche per aprire il fuoco con mitragliatori. I residenti di Bab Amro, raggiunti via Skype, tramite connessioni a modem satellitari, viste le linee telefoniche interrotte, affermano che non c'è più pane e le altre scorte alimentari scarseggiano. Inoltre confermano la presenza dei membri dell'Esercito libero, i disertori, che però non sono in grado di rispondere al fuoco perché dotati di fucili automatici, mitragliatrici e, solo in alcuni casi, lancia razzi. Uno dei medici, intervistato via Skype, ha lanciato un appello affinché  la Croce Rossa intervenga per soccorrere la popolazione e porti i medicinali, ormai finiti.