Tavola rotonda: "Lo sviluppo delle reti di solidarietà attiva, beni comuni e diritti fondamentali"
02/02/2012 di RedazioneLa seconda tavola rotonda svoltasi all'interno della due giorni "Primavera mediterranea dei Diritti Umani 2012"organizzata da FOCUS-Casa dei Diritti Sociali è stata "Lo sviluppo delle reti di solidarietà attiva, beni comuni e diritti fondamentali". Lo sviluppo dal basso, dai territori, di reti di solidarietà attiva può rappresentare oggi l'alternativa democratica al ridisegno dall'alto dei confini tra Stato e mercato e tra pubblico e privato e reclamare "meno Stato, meno mercato e più società", cioè una formula imperniata sulla pratica, la metodologia e la cultura dei beni comuni e dei diritti fondamentali. La tavola rotonda è stata introdotta da Giulio Russo (FOCUS-Casa dei Diritti Sociali) con Anna Maria Bianchi (Comitati NOPUP), Paola Capoleva (Le parole ritrovate), Marcello Paolozza (Rete romana di Mutuo Soccorso), Alfonso Perrotta (Coordinamento Romano Acqua Pubblica), Massimo Perrotta (Associazione Banco alimentare), Massimo Piras (Zero waste), Marco Pofi (Indignati Roma), Roberto Rosati (Conferenza Regionale del Volontariato), Maria Edoarda Trillò (Rete GrIS Lazio), Augusto Venanzetti. Giulio Russo è partito dai processi di disgregazione e frammentazione della società italiana in un paese bloccato e in declino da almeno venti anni e duramente colpito dalla crisi e dalla recessione che morde ormai da cinque anni. E il 2012 sarà davvero duro. Quegli elementi di incultura generale definiti come berlusconismo (e che vanno dalla competizione senza regole, alla mercificazione delle relazioni sociali, all'apparire, all'esclusione degli altri, al disprezzo dei diversi e dei poveri) sono atterrati nelle comunità locali spingendo alla diffidenza, alla paura, alla chiusura. Tutti i cittadini, e quindi anche gli attivisti e i volontari, hanno pagato un duro tributo all'impoverimento e all'attacco ai diritti fondamentali affermati dalla Costituzione. Ma pur se in presenza di evidenti e notevoli difficoltà in questi anni le Organizzazioni che sviluppano interventi con i poveri di diritti solidali, quotidiani, diffusi e di alto contenuto hanno saputo far rete superando quei limiti, denunciati a volte giustamente, di cultori del proprio orticello. Le reti che si confrontano questa mattina, e che non esauriscono il panorama delle reti, sono accomunate da importanti flussi di relazione e scambio e dalla consapevolezza di poter partire dalle buone pratiche realizzate. Le rigorose esperienze e le buone pratiche che ci racconteremo sono possibili e necessarie perché i cittadini vedono, sentono il peso e possono cercare di superare le distanze enormi che separano e tolgono dignità nei vuoti delle politiche pubbliche, nelle diseguaglianze crescenti, nel dispregio del diritto, nella negazione delle persone deboli. Nella prima giornata abbiamo proposto la sessione "Proiezioni e visioni per il dialogo interculturale" e durante il pomeriggio "Diventiamo Umani" per superare le emergenze che si ripropongono dal 90 nel diritto quando l'accoglienza è messa alla prova. Con questa tavola rotonda prospettiamo le capacità di costruttori di futuro, di sviluppo locale proposto nelle nostre buone pratiche. Da trenta anni "meno stato e più mercato" trova legittimazione nelle grandi banche, nei fondi di investimento, nel FMI, nelle ricette anticrisi imposte ad Obama con il finanziamento del sistema bancario USA e nell'asse deflattivo franco-tedesco in Europa. Il nuovo governo per la affermazione della crescita, che sarà comunque poca e iniqua, rilancia la privatizzazione dei servizi pubblici locali (trasporti, energia, rifiuti ecc), si salvano in parte i servizi idrici per effetto dei referendum vinti a giugno. I referendum sull'acqua e sui servizi pubblici locali sono stati il più significativo percorso tra quelli nati dal basso, dai territori, dalla società civile, da ONG, da poche agenzie internazionali, da movimenti sociali-politici, dal Volontariato che non accettano questi mutamenti imposti dall'alto e propongono "meno stato, meno mercato, più società" cioè una formula imperniata sulla pratica, la metodologia e la cultura dei beni comuni. Questi orientamenti e le esperienze realizzate mirano a ridurre e trasformare la statualità, e il mercato, e il rapporto perverso che li lega, e a colmare quella distanza abissale che separa oggi le sedi della democrazia rappresentativa, dalle esperienze di democrazia diretta. Nei prossimi mesi ci aspettano interventi molto più ampi, e in condizioni più difficili, che richiedono un avvio di riequilibrio delle disparità esploso nei decenni addietro e condensato in quelle realtà locali con un reddito medio pari a un quarto di quello di Milano, e nelle persone con famiglie numerose, o "diverse", e su tutte quelle dei disabili e dei migranti . I contributi di questa due giorni torneranno di grande utilità nei prossimi mesi.
Dopo l'introduzione sono partiti gli interventi dei partecipanti alla tavola rotonda, di coloro che attraverso le loro azioni quotidiane si schierano sempre dalla parte del diritto, dalla parte della difesa dei beni comuni, dalla parte della democrazia che parte dal basso. Maria Edoarda Trillò della Rete GrIS Lazio ha presentato ai partecipanti il campo di attività della rete: immigrazione e salute. Nel 1996 gli stranieri erano molti e per coloro che presentavano problemi di salute, se non si era iscritti al sistema sanitario nazionale, non si aveva diritto alle prestazioni sanitarie. E così il volontariato si impegnò a riempire questo buco. Iniziavano a riunirsi così i primi gruppi con la presenza di chi lavorava nel servizio pubblico che pur diffidente riconosceva che il sistema sanitario non tutelava proprio tutti. Si avviavano così le prime esperienze di ambulatori e nascevano i gruppi Gris zingari e Gris rifugiati. L' obiettivo era proprio quello di incontrarsi per cominciare a mettere in rete ciò che ciascuno faceva. Così oltre ad aprire strutture rivolte ai migranti si sono creati veri e proprio gruppi di tutela delle persone che vivono per strada, negli insediamenti abusivi. Dopo la campagna "io non denuncio" è continuata l'intensità degli interventi dei gruppi locali GrIS nel Lazio e in molte altre regioni. Massimo Perrotta ha presentato la buona pratica dell'Associazione Banco alimentare. Attivo dal 1990 il Banco alimentare raccoglie le eccedenze alimentari per ridistribuirle a 450 strutture operanti in Lazio dalle case famiglia ai centri d'accoglienza, a chi fa interventi di lotta alle povertà. Ogni anno nella giornata di raccolta alimentare, nel 2012 prevista il 3 marzo, migliaia di volontari di centinaia di Organizzazioni raccolgono nei supermercati cibo donato dai cittadini. Il Banco Alimentare Associazione è tenuto interamente da volontari. Paola Capoleva del Coordinamento regionale "Parole ritrovate", una rete di associazioni che si occupano di salute mentale, ispirate alla legge Basaglia ha raccontato come, attraverso i gruppi di auto mutuo aiuto, famiglie ed utenti cercano di creare e dar vita a quel cambiamento e supporto che non tutti e non sempre riescono ad avere dal servizio sanitario. Marcello Paolozza della Rete romana di Mutuo Soccorso, attiva dal 2008, e che riprende la storica esperienza del movimento popolare italiano, quella dei Comitati di Quartiere. La rete è animata da cittadini autorganizzati per rispondere ai problemi che mettono in forse la qualità della vita e del quartiere. La Rete ha come obiettivo quella di porre davanti a tutti gli interessi, davanti a tutte le decisioni politiche, la vita del cittadino. Animata da un confronto continuo tra i cittadini attraverso il dialogo per costruire proposte comuni. Augusto Venanzetti ha poi presentatola Rete Scuolemigranti, costituita da 11 associazioni ed attualmente composta da67 aRoma ma anche nel Lazio. Il ruolo delle associazioni di volontariato che si occupano dell'insegnamento dell'italiano ai migranti è fondamentale per garantire il diritto all'istruzione dei nuovi cittadini. Il Dossier Immigrazione della Caritas, infatti afferma che, il volontariato copre il 60% della richiesta. E mentre i governi fanno crescere le criticità della scuola pubblica ( personale, attrezzature, risorse) il volontariato si fa carico di questa grande domanda dei migranti. Anna Maria Bianchi dei Comitati NOPUP, composto da 29 comitati cittadini che combattono quotidianamente contro le modalità di appropriazione da parte delle aziende delle aree della città, del suolo pubblico, per la costruzione dei parcheggi. Parcheggi che non creano sollievo agli affanni quotidiani dei cittadini bensì creano profitto solo per le aziende che li costruiscono. Soprattutto queste aziende non fanno sopralluoghi e spesso a farne le spese sono proprio gli abitanti delle zone limitrofe che vedono sbriciolare le proprie case. Per prima cosa c'è la sicurezza poi la pubblica utilità. I Comitati NOPUP non hanno colorazioni politiche basano le loro azioni su strategie che vertono su approfonditi studi della legislazione che tutela la salute e la vivibilità del cittadino. Nel libro rosa dei Comitati nopup sono contenute le proposte per il sindaco Alemanno, con delle richieste specifiche che vertono sulla sicurezza e la pubblica utilità. Bisogna allargare e trovare strategie per scambiarsi esperienze, buone pratiche. Alfonso Perrotta del Coordinamento Romano Acqua Pubblica. La sovranità popolare ha deciso che l'acqua non è un profitto. Avevano provato a rimettere le mani sull'acqua anche dopo il referendum ma poi ne hanno preso atto, e dopo le pressioni dei movimenti, che attraverso l'appello ha raccolto in pochi giorni 40.000 firme hanno ribloccatola privatizzazione. Il Referendumha dimostrato che la crisi rappresentativa va avanti. Con la campagna di obbedienza civile si può avere la restituzione dei profitti caricati sul costo dell'acqua. Nasce cosi un importante ulteriore passo in difesa della democrazia. la battaglia contro la privatizzazione inizia adesso. Il prossimo 3 febbraio a Roma ci ritroveremo davanti ad ACEA a partire dalle ore 10.00 per lanciare ufficialmente la campagna anche nella nostra città e per consegnare i primi reclami firmati dai cittadini. Già numerosi sportelli sono stati aperti nei municipi e altri apriranno nelle prossime settimane, perché lo scopo principale della campagna di "obbedienza civile" è quello di ottenere l'applicazione del risultato referendario attraverso la mobilitazione attiva di centinaia di migliaia di cittadini: ci proponiamo di attivare una forma diretta di democrazia dal basso, auto-organizzata, consapevole e indisponibile a piegare la testa ai diktat dei poteri forti di turno. Roberto Rosati, presidente della Conferenza Regionale del Volontariato ha raccontato la storia della Conferenza dal 1993 e la mancata attuazione della legge. Infatti solo dopo tre anni di sperimentazione autogestita, nel 2010 la Conferenza regionale è diventata strumento di partecipazione consultiva delle Organizzazioni di Volontariato. La conferenza si riunisce presso l'Assessorato Politiche Sociali e Famiglia per formulare proposte e valutazioni sulle politiche regionali relative ai rapporti tra le organizzazioni di volontariato e le istituzioni pubbliche. La Conferenza inoltre, esprime parere sulla programmazione degli interventi nei settori in cui operano le organizzazioni di volontariato e fa osservazioni in merito all'attività svolta dall'Osservatorio regionale. Massimo Piras, di Zero WASTE Lazio ha presentato la rete di comitati, associazioni e cittadini, nata per creare delle alternative a Malagrotta, che da 30 anni inquina l'aria di Roma e delle zone limitrofe. I cittadini non conoscono, non vengono informati sui problemi di salute che l'inceneritore diffonde, le polveri cancerogene coinvolgono un diametro di20 km. Zero waste intende diffondere una campagna per approfondire ciò che succede intorno ai rifiuti e questo riguarda tutti. Vogliamo un piano rifiuti alternativo e attraverso le legge di iniziativa popolare lo stiamo diffondendo. In consiglio regionale la Legge popolare non è possibile bocciarla e hanno deciso di sospenderla ma è stato attivato un tavolo di discussione per rendere recepibili alcuni particolari. Siamo nella fase in cui la giunta ha lanciato possibilità di rivedere il piano e chiudere Malagrotta. Ma le soluzioni post Malagrotta ovviamente non convincono, perché chiudono una discarica e ne aprono altre tre. 1 milione e mezzo di tonnellate di rifiuti dando vita ad altre tre Malagrotta. Rifiuti zero è un movimento popolare che rielabora normative e crea mobilitazioni. La Campagna che stiamo diffondendo a Roma vuole andare verso rifiuti zero, chiediamo alla città che la normativa europea sia messa in pratica. Al centro la vita rispetto alle scelte della politica. A chiudere ilgiro di interventi è stato Marco Pofi degli Indignati Roma, ha parlato del movimento che è attivo dalle lotte alla Gelmini, da dicembre 2010 e delle pratiche di confronto messe in atto, basate sulla democrazia e sul riconoscimento di tutti gli elementi che producono le loro discussioni. Attualmente il movimento si sta occupando del debito pubblico, per studiare una campagna che faccia delle proposte tecniche all'altezza e soprattutto che coinvolgano tutti.
Questo primo appuntamento ha fatto conoscere ai volontari e alle stesse reti la complessità, le articolazioni e le prospettive di sviluppo che nelle difficoltà di questi anni il volontariato è riuscito a darsi. Nei prossimi incontri sarà stabilito un calendario di tavoli di lavoro per i prossimi difficili mesi. Il passaggio dalle buone pratiche ad interventi di sistema è la sfida possibile del nostro tempo: solidarietà, diritti fondamentali, beni comuni sono un orizzonte strategico in mano ai cittadini. Agli attivisti volontari, alle loro Organizzazioni e alle reti tra queste il compito di approntare le metodologie e gli strumenti per uscire da questo trentennio di diseguaglianze e povertà di diritti e cominciare ad affermare una epoca di democrazia globale.


