Le istituzioni collaborino per rintracciare i giovani tunisini scomparsi

23/02/2012 di Redazione
Le istituzioni collaborino per rintracciare i giovani tunisini scomparsi

Si è svolta il 21 febbraio presso la sede di FOCUS-Casa dei Diritti Sociali, la conferenza stampa dei delegati delle famiglie dei migranti tunisini dispersi. Sul tavolo sparse le foto di alcuni dei 250 giovani di cui si sono perse le tracce. Negli occhi dei familiari, sconforto misto a speranza. Sono da qualche giorno a Roma, sono andati a Termini negli orari in cui i Tunisini si riuniscono, hanno chiesto informazioni, ma nessuna novità. Sono quattro le imbarcazioni di cui si cercano notizie, tutte partite a marzo dalla Tunisia. Alcuni dei giovani all'arrivo hanno chiamato i familiari ma poi sono scomparsi, di altri ancora nessuna notizia. Le famiglie sono venute in Italia con la speranza di aver solo un si. Ma l'iter non è semplice. I delegati inizialmente sono stati sostenuti dal governo tunisino, che ha provveduto all'acquisto dei biglietti aerei ma poi una volta qui, l'ambasciata non ha dato nessun tipo di sostegno, aiuto. La richiesta di partenza è la collaborazione tra le istituzioni italiane e tunisine affinché ci sia un riscontro delle impronte digitali dei loro figli, per poter sapere se siano vivi o morti. Ma la Tunisia se ne lava le mani e l'Italia non è da meno. Durante il loro soggiorno a Roma hanno fatto richiesta di entrare nel Cie di Ponte Galeria per poter cercare i loro figli, ma ovviamente non gli è stato concesso l'ingresso. Successivamente la delegazione ha avuto un incontro al Viminale che si è concluso senza sostanziali novità. La cosa che più turba le famiglie, ma anche coloro che li stanno sostenendo nella ricerca e nel contatto con le istituzioni, sono proprio le politiche migratorie, i Governi sono prontissimi nell'espellere gli irregolari, nel fornire le impronte, ma quando ci sono in gioco le vite di 250 giovani scomparsi, la volontà di rispondere non c'è. E ancora, il Mediterraneo durante lo scorso anno è stato punto di controllo della Nato e di tutte le forze militari, com'è possibile che delle imbarcazioni non ci siano tracce? Solo una collaborazione tra le istituzioni tunisine e quelle italiane può permettere una comprensione maggiore, si deve procedere con le pressioni per poter andare avanti e ricevere delle risposte. Nonostante le minacce del governo tunisino le famiglie non si fermano nella ricerca, non hanno paura. L'unica cosa che vogliono sapere è dove siano finiti i loro figli.