Valle del sacco, richiesta per rilevamento polveri

09/02/2012 di Redazione
Valle del sacco, richiesta per rilevamento polveri

Di seguito pubblichiamo il comunicato diffuso dalla  Rete per la Tutela della Valle del Sacco, Unione Giovani Indipendenti, Associazione Mamme Colleferro sulla  richiesta istituzionale per una centralina di rilevamento per polveri ultrafine (PM2,5):

"La Rete per la Tutela della Valle del Sacco, l'Unione Giovani Indipendenti e l'Associazione Mamme hanno inviato nei giorni scorsi una richiesta ufficiale agli organi di competenza della regione Lazio, On. Renata Polverini Presidente della Regione Lazio e Assessore alla Salute, On. Marco Mattei Assessore All'Ambiente e Sviluppo Sostenibile Regione Lazio, dott. Luca Fegatelli Direttore del Dipartimento Istituzionale e Territorio Regione Lazio, Ing.  Giuseppe Tanzi Direttore Direzione Regionale Ambiente Regione Lazio e per competenza locale alla Dott.ssa Cinzia Sandroni Assessore Ambiente - Sicurezza Sociale - Pubblica Istruzione - Formazione e Cultura Comune di Colleferro, per l'installazione nel centro abitato di Colleferro di una centralina di rilevamento per le polveri ultrafini PM2,5. Le motivazioni addotte fanno riferimento alle normative nazionali e regionali e a studi e misurazioni sulla qualità dell'aria prodotti dalla Provincia di Roma e dall'Arpa Lazio. In particolare l'art. 1 del Decreto Legislativo 155/2010 che chiede di individuare i valori obiettivo di qualità dell'aria ambiente volti a evitare, prevenire o ridurre effetti nocivi per la salute umana e per l'ambiente nel suo complesso attraverso una zonizzazione di riferimento scelta in base ai carichi emissivi, densità abitativa, caratteristiche orografiche e meteo-climatiche. Perché proporre Colleferro come luogo di controllo? La risposta è nella Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della legge regionale sullo stato della qualità dell'aria che classifica il comune di Colleferro come zona B da cui "I determinanti del rischio sono di origine diversa anche se ovviamente tra loro interrelati. In buona parte sono rappresentati dalle principali sorgenti di inquinamento industriale del Lazio che comprendono: le centrali termoelettriche di Civitavecchia, i cementifici di Guidonia e Colleferro". A parer nostro però le motivazioni maggiori sono da ricercare nelle misurazioni riportate nello studio "La valutazione della qualità dell'aria nel Comune di Colleferro" redatto dalla Direzione Generale Ufficio Studi - Servizi di Tutela Ambientale della Provincia di Roma ne 2005, che rende evidente la criticità dell'area di Colleferro  "nota per essere un'area ambientalmente critica per la presenza storica di siti industriali e produttivi che hanno determinato situazioni di rilevante impatto ambientale", anticipando quanto indicato dalla legge regionale. Ma ancora più sconcertante è la preoccupazione di chi ha effettuato lo studio con stazioni di rilevamento mobili, per livelli elevati di polveri ultrafine (PM2,5) che si sono riscontrati in frequenti periodi in seguito a determinate condizioni meteorologiche. "Le polveri sottili, quindi, necessitano di un controllo continuo per la verifica del rispetto dei valori limite nonché di una valutazione periodica in funzione della composizione chimica...". A dir poco allucinanti alcuni valori rilevati nel mese di novembre 2005 per 5 giorni consecutivi in cui la stazione ha misurato la presenza di 70 µg/m3 quando  il limite giornaliero proposto in ambito europeo è fissato a 35 µg/m3 da non superare più di 35 volte in un anno. Ci domandiamo quale sia la finalità del finanziamento di questi studi se poi nessuno a livello istituzionale ha la compiacenza di leggerli per adottare misure di contenimento idonee per la salvaguardia della salute. Riportiamo alcuni passaggi dello studio in esame in modo che rimangano impressi in chi legge e in chi ci amministra: "Per il consistente numero di attività industriali e per la loro tipologia (chimiche, di trasformazione, di combustione, ecc.) nell'area di Colleferro vengono immessi, oltre agli inquinanti derivanti dal traffico autoveicolare, una serie di microinquinanti quali composti clorurati, specie acide, ecc. che normalmente si ritrovano nelle polveri sottili."; "E' da rilevare inoltre che i valori di concentrazioni molto elevate di PM 2.5 riscontrati nel territorio di Colleferro non possono essere attribuiti al solo traffico autoveicolare ma anche a contributi di emissioni da attività industriali". Abbiamo parlato di salute perché questo è quanto viene compromesso dalla presenza di polveri sottili (PM10) e polveri ultrafini (PM2,5). Dal sito di Arpa Umbria riprendiamo quanto segue: "Studi epidemiologici, confermati anche da analisi cliniche e tossicologiche, hanno dimostrato come l'inquinamento atmosferico abbia un impatto sanitario notevole; quanto più è alta la concentrazione di polveri fini nell'aria, infatti, tanto maggiore è l'effetto sulla salute della popolazione";" Le PM2,5 possono essere respirate e spingersi nella parte più profonda dell'apparato, fino a raggiungere i bronchi. Le polveri ultrafini potrebbero essere addirittura in grado di filtrare fino agli alveoli e ancora più in profondità nell'organismo e, si sospetta, entrare nel circolo sanguigno e poi nelle cellule". L'ultimo dato che ci sentiamo di fornire è che la stazione n.11 di rilevamento di PM10 a Colleferro nell'anno2011 harilevato ben 74 superamenti rispetto alle normative nazionali vigenti, valore maggiore dei due anni precedenti e primo in classifica nella Provincia di Roma, superiore a tutte le stazioni di rilevamento anche della trafficata capitale. Questo per dire che nessuno a tutti i livelli istituzionali ha mai pensato di adottare misure preventive nonostante gli "allarmismi" dei gruppi associativi e dell'ormai famoso studio epidemiologico della Valle del Sacco che parla di valori di asma bronchiale per 0-14 anni superiore nella nostra area nel periodo 2001-2004, del 115% per i maschi e 110% per le donne, rispetto alla media regionale. Crediamo che la nostra richiesta di una ulteriore stazione  di rilevamento per il monitoraggio della qualità dell'aria a Colleferro sia pienamente giustificabile, senza dimenticare, comunque,  che il monitoraggio rappresenta solo la cartina di tornasole dell'efficacia delle urgenti opere di contrasto e prevenzione contro le polveri sottili e ultrafine. Il nostro territorio ne ha estremamente bisogno, a cominciare da un abbattimento generale delle fonti di emissione industriale, di un immediato ripensamento delle politiche di cementificazione selvaggia del territorio e di una seria programmazione della viabilità, volta alla diminuzione dei veicoli circolanti e all'incentivazione della mobilità non inquinante. Siamo preoccupati per il futuro delle nuove generazione e vogliamo munirci di qualsiasi strumento che possa farci rendere consapevoli dei rischi che ogni giorno corriamo."