“Da una sponda all’altra: vite che contano”

23/02/2012 di Redazione
“Da una sponda all’altra: vite che contano”

Le famiglie dei migranti tunisini dispersi hanno iniziato lo sciopero della fame per avere finalmente delle risposte sulla sorte di quei giovani partiti verso l'Europa subito dopo la rivoluzione e che non hanno dato notizia di sé dopo la loro partenza. Manifestazioni, sit-in davanti ai diversi ministeri e all'ambasciata italiana, incontri con diversi ministri o funzionari ministeriali ma ancora nessuna risposta. Hanno diffuso in Tunisia e in Italia il loro appello, dando luogo, insieme a un collettivo di donne tunisine e italiane, alla campagna "Da una sponda all'altra: vite che contano": chiedono la collaborazione tra le istituzioni italiane e tunisine affinché ci sia un riscontro delle impronte digitali dei loro figli, per poter sapere se siano vivi o morti. 
Si legge sul blog http://leventicinqueundici.noblogs.org "Né le istituzioni italiane né quelle tunisine ritengono che le mamme e le famiglie dei migranti siano soggetti con cui interloquire e a cui comunicare le proprie decisioni, per quanto riguardino i loro figli. E mentre in Tunisia l'attenzione mediatica che le famiglie sono riuscite a imporre con le loro continue manifestazioni fa litigare tra loro i membri del nuovo governo, in Italia l'unica risposta ufficiale è stata quella che ha impedito alla delegazione di entrare al Cara di Caltanissetta, trasformando all'occasione in una struttura detentiva quello che dovrebbe essere un Centro di accoglienza per richiedenti asilo". Continua "Quelle mamme e quelle famiglie vogliono sapere che fine abbiano fatto i loro figli. Lo chiedono in Tunisia e in Italia, ma è una domanda che riguarda anche l'Unione europea. Sono arrivati? Sono stati catturati in un sistema detentivo come previsto dalle politiche di controllo delle migrazioni dell'Ue? Sono stati respinti in mare, secondo una pratica seguita dalle autorità italiane anche nel corso del 2011 nonostante contravvenga le norme e i trattati internazionali?"

Le Venticinqueundici (spazialtri@autoproduzioni.net)

Associazione Pontes dei tunisini in Italia (spazialtri@autoproduzioni.net)

Associazione G. Verdi, tunisini di Parma