Albano, nuovo esposto di NO INC

22/03/2012 di Redazione
Albano, nuovo esposto di NO INC

"Il muro di terra (terrapieno) alto15 metri, posto tra il VII invaso e Villaggio Ardeatino, che nasconde alla vista esterna la discarica di Roncigliano lì non potrebbe starci. Stessa cosa, in buona sostanza - sostengono dal No Inc - può dirsi per il II° ed ultimo sub-lotto del VII invaso. Qualcuno, quindi, non solo avrebbe costruito queste due opere senza le prescritte autorizzazioni previste dalla legge ma le avrebbe anche, subito dopo, collaudate. Chi, inoltre, avrebbe dovuto intervenire per farle rimuovere non si sarebbe attivato a dovere". Questi degli stralci contenuti nell'esposto che NO INC ha presentato alla stampa ed alla cittadinanza nei confronti del Direttore Lavori. Poche settimane fa anche l'Ufficio Urbanistico del Comune di Albano fu oggetto d'un esposto. La querela riguardava una presunta omissione da parte dell'Ufficio Urbanistico del Comune di Albano che prima ha rilevato, correttamente e tempestivamente, l'irregolarità del muro di terra ma poi, subito dopo, non avrebbe dato seguito a precisi poteri-doveri previsti e disciplinati dal D.Lgs n.380/2001, ovvero un'ordinanza d'abbattimento e ripristino dello stato dei luoghi: "Il dirigente od il responsabile (comunale) - recita il testo unico edilizio richiamato - quando accerti l'inizio o l'esecuzione di opere eseguite senza titolo su aree assoggettate da leggi statali, regionali o da altre norme urbanistiche vigenti o adottate, a vincolo di inedificabilità (…) provvede alla demolizione ed al ripristino dello stato dei luoghi". Il terrapieno sarebbe stato costruito troppo vicino alla strada provinciale Ardeatinain "zona agricola di rilevante valore", incompatibile con l'ampliamento delle discariche. Anche il II° ed ultimo sub-lotto del VII invaso si troverebbe, secondo le associazioni ambientaliste locali, all'interno d'un punto tipicizzato - con fascia di rispetto di100 metrilineari - sia all'interno della fascia di100 metrilineari prevista dal vincolo archeologico posto a partire dalla Via Ardeatina, fasce di rispetto previste dal Ptpr della Regione Lazio: area, anche in questo caso, a "tutela agraria" incompatibile con l'ampliamento della discarica. Perciò, sottolineano i No Inc, sarebbero stati necessari sia il parere della Soprintendenza ai beni archeologici sia la specifica autorizzazione degli uffici competenti della Regione Lazio. Oltre a tutto ciò, a loro dire, mancherebbe pure il necessario nulla osta del Genio Civile