Casoria: il Cam non si ferma

01/03/2012 di Redazione
Casoria: il Cam non si ferma

Un nuovo grido d'allarme si leva dal Cam, il Contemporary Art Museum di Casoria, museo d'arte contemporanea nato nel 2005 e situato nell'area dove la camorra è più radicata e che dalla criminalità organizzata ha subito minacce e atti vandalici. Dopo aver chiesto invano asilo culturale alla Germania, il 27 febbraio  il direttore e il suo staff hanno dato fuoco  a una delle opere esposte, per protestare contro "Governo e istituzioni locali- che, dichiara il direttore Antonio Manfredi-  non ci aiutano: l'arte non può sopravvivere nel degrado". L'opera andata al rogo era il ciclo di tele-ritratto a dimensione naturale del camorrista latitante, la stessa che Manfredi aveva portato, non senza clamore, in mostra alla Kunsthaus Tacheles di Berlino lo scorso anno e alla 54^ Biennale di Venezia. "Non è codardia o pazzia, ma un gesto estremo per esprimere ora più che mai il dramma in cui versa il museo di Casoria-  dichiara il direttore del Cam-  siamo completamente soli, non abbiamo il minimo sostegno da istituzioni locali e dal governo, non possiamo più garantire standard minimi per un museo, come la conservazione, la fruizione e valorizzazione di questo patrimonio, non abbiamo più le risorse per portare avanti progetti di ricerca. Se non succede nulla nei prossimi giorni, scegliamo, in accordo con gli stessi artisti, il gesto più estremo e provocatorio, la distruzione delle opere. Abbiamo mille opere in collezione, e quindi mille giorni a disposizione per sacrificare la collezione". In più di un'occasione il Cam aveva fatto parlare di sé. Dal bambolotto di colore trovato infilzato sul cancello all'inaugurazione sulla mostra di Arte africana, all'ingresso bloccato con un lucchetto, dalla richiesta di asilo politico-culturale alla Germania nel febbraio scorso, fino all'assedio dell'immondizia che l'estate scorsa aveva impedito l'apertura della mostra per la Biennale di Venezia regionale voluta da Vittorio Sgarbi. Inoltre aveva avviato diversi progetti per reperire i fondi necessari a mantenere in vita il museo: come "Cam 1 euro" che proponeva ai visitatori l'adozione di un'opera d'arte al costo di un euro al giorno in cambio di ingressi omaggio e sconti, e "Cam 2 euro" che addirittura dava diritto a esporre l'opera scelta in casa propria Venerdì 2 marzo il museo di Casoria porterà avanti la sua battaglia inaugurando un nuovo provocatorio allestimento dal titolo "Camouflage", costituito di sole fotocopie. "Abbiamo coperto tutto, la collezione c'è ma non si vede.- spiega Manfredi- Qual è la differenza? Cosa si prova dinanzi ad una privazione? Quello che stanno subendo tutti gli addetti al settore e gli amanti della cultura: dolore e rabbia. In questa situazione drammatica, infatti, non versa solo il museo di Casoria ma tutta la cultura nazionale". Il Cam assicurerà comunque l'apertura al pubblico e la regolare programmazione artistica e didattica e per l'occasione invierà al Presidente della Commissione Cultura del Parlamento europeo, Doris Pack, al ministro Lorenzo Ornaghi, al governatore della regione Stefano Caldoro, e al sindaco di Casoria, Vincenzo Carfora, le fotocopie delle 1.000 opere in collezione permanente del museo CAM che sostituiranno le opere originali.