Fukushima un anno dopo

15/03/2012 di Redazione
 Fukushima un anno dopo

Era la domenica dell'11 marzo del 2011, erano le 14.46 (ora locale), Giappone. Una fortissima scossa di terremoto, oltre 19mila tra morti e dispersi. Terremoto, tsunami, esplosione nella centrale nucleare di Fukushima, un disastro, il più grave che abbia investito il Giappone dopo il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki. Ma anche la peggior crisi nucleare dopo Chernobyl. Nello stesso giorno a distanza di un anno tutto il mondo ha commemorato il disastro, tutto il Giappone si è fermato. Commemorazione delle vittime di quel disastro che ha eliminato la vita da interi paesi, intere città. L'incidente di Fukushima ha rilasciato una tale radioattività da essere classificato, secondo l'International Nuclear and Radiological Event Scale, di livello 7, il massimo di gravità per gli incidenti nucleari, raggiunto solo dalla catastrofe di Chernobyl nel 1986. Un anno dopo, l'incidente giapponese è ancora tutto da capire e la via di una ripresa nella zona è ancora lunga. "Quel che è stato ottenuto in un anno è straordinario", ha ammesso Patrick Fuller della Croce rossa internazionale. Ma "il processo di ricostruzione e di rivitalizzazione dell'economia richiederà anni". Nei giorni del disastro, il governo si trovò a dover affrontare un'immane tragedia umanitaria. Circa 470mila persone furono evacuate in centri temporanei. Secondo dati forniti dall'Ambasciata nipponica a Roma, a gennaio c'erano ancora 687 persone in questi centri. Gli altri sono stati spostati in casette temporanee. Per la Croce rossa si tratta di 125mila famiglie. Ci vorrà tempo per  venirne a capo.