Genova, in 100mila contro la mafia

22/03/2012 di Redazione
Genova, in 100mila contro la mafia

Con la lettura dei 900 nomi delle vittime della mafia al Porto Antico, si è concluso il corteo organizzato da Libera per ricordare le vittime delle mafia nella 17^ Giornata per la memoria e l'impegno per le vittime della mafia. Una manifestazione che ha visto scendere in piazza oltre 100 mila persone, tra cui tantissimi i giovani arrivati da ogni parte d'Italia.

Bandiere della pace, tricolore e striscioni hanno accompagnato tutta la manifestazione, che si è snodata da Brignole a piazza Caricamento, in un clima di commozione e ricordo per le vittime della criminalità organizzata, da parte dei familiari che hanno sfilato con la fotografia del proprio caro massacrato appesa al collo, ma anche di gioia per esserci, come hanno testimoniato tanti ragazzi presenti.

In testa al corteo non poteva che esserci Don Luigi Ciotti, insieme a tutti i parenti delle vittime. "Io mi stupisco di chi si stupisce quando si parla delle mafie anche qui. La cementificazione vede la Liguria al primo posto in Italia ed è logico che in questo modo c'è un alto rischio di infiltrazioni", ha dichiarato. Genova con questa manifestazione sembra dire da che parte sta: la città che trovò la forza di liberarsi da sola dai nazifascisti dice che ci si può liberare anche dalle infiltrazioni che ammorbano l'economia nel Norditalia. Perchè la mafia non è più, come dice don Ciotti ''quella con la coppola e conla lupara. Oggiè ben altro. La vera forza della mafia non sta dentro la mafia, ma fuori da essa, in quella zona grigia costituita da segmenti della politica, delle professioni e dell'imprenditoria''. "Negare, cancellare il concorso esterno in associazione mafiosa" potrebbe far parte "di una strategia". Il concorso esterno "esiste - ha detto don Ciotti - ed è stato utile alla magistratura per incidere sulla zona grigia". La mafia "è potere e tutti i poteri sono coinvolti. Anche la chiesa, che è un potere piramidale" ha affermato Don Andrea Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova "Se accade un fatto di mafia e un vescovo non dice niente... beh, anche il silenzio è colpevole". Tra i partecipanti anche alcuni No Tav. Se alcuni striscioni erano lungo il corteo, altri quattro sono stati srotolati lungo le mura  al passaggio del corte con scritte "No Tav, No Mafia", "Liberarsi dallo Stato e dalle sue leggi", "Luca Abba quasi ucciso dalla vostra legalità assassina", "Nelle strade e nelle galere di legalità si muore".

Sono stati comunque oltre 100mila i manifestanti che hanno sfilato sabato nelle vie del centro di Genova; il dato è stato fornito da Libera che ha organizzato la manifestazione ed è stato confermato dalla questura di Genova. Non si è verificato alcun problema di ordine pubblico e il corteo si è svolto regolarmente. La città ha accolto al meglio i manifestanti arrivati con oltre 400 pullman e due treni speciali, oltre ai mezzi messi a disposizione dei parenti delle vittime, dalla Polizia di Stato e dalla Forestale.

"Il costante impegno nel rinnovare il ricordo delle donne e degli uomini vittime della criminalità mafiosa contribuisce a sottrarre alle organizzazioni criminali spazi e occasioni di penetrazione e di consolidamento nella società" ha scritto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviatoa don LuigiCiotti. "L'assoluta fiducia nei principi di legalità e di giustizia professati nella quotidiana azione di Libera - scrive ancora il Capo dello Stato - costituisce un elemento essenziale per superare le sacche di opacità e di ambiguità che nutrono le più pericolose forme di delinquenza e umiliano la dignità di tanti onesti cittadini". Il Presidente della Repubblica ha poi definito la 17/a Giornata della Memoria e dell'Impegno "una tappa significativa del cammino di crescita civile e di riscatto sociale avviato con tenacia e coraggio dall'Associazione Libera".

"La manifestazione di Libera è un successo, c'è una larghissima partecipazione di giovani". Così il candidato sindaco di Genova del centrosinistra Marco Doria anche lui in corteo. "La grande partecipazione dei giovani oggi a Genova contro la mafia - sottolinea Doria - dimostra che se hanno la possibilità, i giovani sono disposti a impegnarsi per temi forti".

Presente anche il candidato sostenuto dal Terzo Polo, Enrico Musso: "E' una iniziativa importante - ha detto Musso - per la presenza numerosa dei buoni cittadini, con la consapevolezza che la mafia a Genova e in Liguria esiste".  "E' doveroso essere in piazza", ha detto il candidato della Lega Nord, Edoardo Rixi. "Ai tanti giovani la politica dovrebbe rispondere punendo la corruzione" ha aggiunto il candidato dei Comunisti Sinistra Popolare Roberto Delogu. 

Anche il sindacato porta avanti l'impegno a costruire azioni contro la criminalità organizzata. "È importante estendere i diritti e difendere i contratti nazionali, vera arma contro l' illegalità", come ha affermato Maurizio Landini (Fiom) a margine della manifestazione "La diffusione dell'illegalità, la frammentazione del lavoro, la messa in discussione dei diritti stanno insieme - ha aggiunto Landini - quindi un nuovo modo di combattere l' illegalità passa attraverso una estensione dei diritti e l'applicazione in modo esplicito e trasparente delle leggi nel nostro Paese. I sindacati devono mettere un impegno maggiore su questo terreno in termini di contratti e intervento".

E tra migliaia di voci, ce n'è stata una fuori dal coro. Si tratta di Christian Abbondanza, presidente della Casa della Legalità di Genova. "Con tutto il rispetto per i parenti delle vittime di mafia e di quanti, in buona fede, sono oggi all'appuntamento promosso da Libera a Genova, noi non possiamo esserci". "Libera ha scelto da tempo di essere il 'paravento' di una politica e di certa impresa che con le mafie ha fatto e fa ottimi affari. Per questa giornata genovese, continua Abbondanza, "ci sono stati palchi e presenze che rappresentano un insulto alla decenza, con amministratori pubblici locali 'amici degli amici". Noi a questo 'gioco', in cambio di visibilità e soldi, non ci siamo mai prestati e mai ci presteremo". Abbondanza critica il modo in cui Libera gestisce la sua battaglia contro le mafie, effettuata secondo Abbondanza: "Mai un nome e cognome, mai un indice puntato, solo e sempre un parlare di mafia come se questa fosse un ectoplasma. Non è solo questione di 'metodi' diversi. E' ben altro".

Dopo la due giornate contro la mafia, organizzate a Genova dall'associazione Libera di Don Ciotti, la Regione Liguria prosegue nel suo impegno a non dimenticare: per questo un drappo bianco è stato appeso dall'assessore alla formazione e al bilancio, Pippo Rossetti, in rappresentanza di tutta la Giunta regionale, alle finestre del Palazzo della Regione Liguria in piazza De Ferrari.

Un drappo per non dimenticare tutti i testimoni di giustizia, e ribadire il favore della legalità e dell'educazione ad una cittadinanza consapevole.