Anche la cultura si mobilita: "Il diritto all'alloggio non si sgombera"

08/03/2012 di Redazione
Anche la cultura si mobilita: "Il diritto all'alloggio non si sgombera"

"Il diritto all'alloggio non si sgombera". "Alemanno si fermi con la pratica brutale dello sgombero dei rom, contraria a ogni convenzione internazionale". Stavolta a mobilitarsi è anche il mondo della cultura. Da Erri de Luca a Moni Ovadia, da Susanna Tamaro allo scienziatoGiorgio Parisi, da Assalti Frontali ad Alex Zanotelli, primi firmatari di un appello al Comune di Roma lanciato dall'Associazione 21 luglio. L'appello promuove "una mobilitazione della società civile italiana contro le azioni che il Campidoglio (ed altre amministrazioni vogliamo ricordare ndr) sta pianificando da tempo contro le comunità rom e sinte, violando i più elementari diritti umani e incurante delle raccomandazioni europee". L'associazione fa notare come "malgrado le lettere e gli appelli negli ultimi due anni e mezzo sono stati circa 420 gli sgomberi attuati nella città di Roma, con una impressionante media di uno sgombero ogni 2 giorni". E punta il dito contro "violazioni sistematiche dei diritti umani", che hanno anche "costi economici altissimi (circa 6,5 milioni di euro)" e che, peraltro, non hanno portato "ad alcun risultato concreto".

Il lancio della campagna avviene a pochi giorni dalla ripresa degli sgomberi, "la prima importante azione successiva alla sentenza del Consiglio di Stato che aveva dichiarato la 'illegittimità' dello stato di emergenza riferito alla presenza degli 'insediamenti di comunità nomadi'". Venerdì 24 febbraio, infatti, le forze di polizia hanno sgomberato  insediamenti informali in zona Laurentina-Acqua Acetosa Ostiense e in zonaTor Sapienza. Lunedi 27 febbraio, invece, sono state buttate giù una dozzina di baracche vicino all'insediamento di via del Baiardo e circa 60 persone, tra cui donne e bambini, sono state allontanate. L'ultimo sgombero è stato effettuato giovedì 1 marzo, sotto Ponte Marconi. Settanta persone, tra cui molti bambini, sono rimaste per strada.

Le azioni di sgombero  proseguono ormai da anni, intensificate poi dall'amministrazione Alemanno. Secondo le associazioni che si occupano di diritti umani, come 21 Luglio, molti di questi sgomberi sono avvenuti «compiendo gravi violazioni, a partire dall'eccessiva presenza numerica di agenti di polizia, dai casi verificati di abusi verbali e fisici nei confronti dei rom, dalle abitazioni e i beni personali dei rom arbitrariamente distrutti sotto gli occhi di tutti, compresi i minori, molti dei quali a seguito degli sgomberi sono costretti a interrompere la frequenza scolastica, che è il danno maggiore e più frequente» spiega Carlo Stasolla, presidente dell'associazione. Negli scorsi mesi, però sono arrivate dure critiche all'Italia da parte dell'Europa: a gennaio 2012, il Comitato Europeo dei Diritti Sociali ha constatato come la situazione dell'Italia non è conforme alla Carta Sociale Europea. Per il Comitato infatti «le operazioni di polizia negli insediamenti rom e sinti non sono state condotte nel rispetto della dignità delle persone e i soggetti responsabili della distruzione degli oggetti personali (...) non sono stati sempre oggetto di inchieste ne, una volta identificati, sono stati condannati per le loro azioni». E infine la Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI), in un rapporto pubblicato il 21 febbraio, ha esortato «le autorità italiane a garantire a tutti i rom che possono essere sgomberati dalle loro abitazioni il rispetto di tutte le garanzie previste dal diritto internazionale in materia» sottolineando «possibilità di essere rialloggiate in abitazioni decenti».