Negozi e megastore, i negozianti non ci stanno

08/03/2012 di Redazione
Negozi e megastore, i negozianti non ci stanno

Nuovo impulso a megastore e media distribuzione: il piano del commercio capitolino arriva nei municipi e scoppiala polemica. Leassociazioni di categoria promettono battaglia: "Ci sarebbe oltre il 20% di incremento di medie e grandi strutture di vendita rispetto agli schemi che ci avevano mostrato a giugno al tavolo di confronto con le parti sociali", dichiara, carte alla mano, Giovanna Marchese Bellaroto, presidente di Assocommercio Roma nord e responsabile Cna.

Dall'inizio dell'estate a mercoledì scorso, quando i piani sono stati consegnati ai municipi, sono state, infatti, apportate modifiche che vanno ad aumentare la superficie destinata a piccoli e grandi centri commerciali. "Siamo molto preoccupati, non sembrano essere stati accolti i nostri timori sugli aumenti di cubature, non più necessari vista la contrazione dei consumi", incalza Bellaroto. Così, se per la prima volta l'assessorato di Bordoni ha fotografato la situazione, mettendo tetti alla densità dei negozi nei cinque quadranti in cui è stata divisa la città, dall'altra non blocca l'espansione dei templi dello shopping. "Noi commercianti di vicinato non ci siamo lamentati per la liberalizzazione degli orari, già ampiamente dilatati, ma senza i risultati sperati: non c' è cliente a Roma cui alle 22 punga vaghezza di scarpe, golf o piatti- scriveva al Corriere della Sera Bellarotto già lo scorso febbraio- ma constatiamo che nel nostro comparto produttivo, in cui risultano sempre trainanti gli interessi della grande e media distribuzione, la nostra stessa esistenza sia soffocata dalla loro posizione dominante, in evidente carenza di garanzia per una sana concorrenza". Nell'ambito centrale della città di Roma, quindi, oltre al complesso della Rinascente, sono stati aggiunti1.470 metri quadratiin via Ettore Rolli, tra Trastevere e il mercato di Porta Portese. Ne spuntano altri4.116 aPietralata e 1.622 sulla Collatina. Rientrano nel nuovo schema anche28.368 metri quadrati previsti nell'accordo di programma sugli ex mercati generali. Mentre nel XII municipio, ce ne sarebbero1.862 aLa Mandriola sudest, nel municipio XVIII sarebbero previsti1.219 metri quadratia via Boccea 590, alla Giustiniana 1.629 mentre all'Olgiata 3.750. Numeri che si aggiungono ai 16 megastore licenziati dalla precedente amministrazione, che dovranno essere approvati. "Perché al momento del confronto questi dati non sono stati presentati, ma vengono inseriti oggi nel documento consegnato ai municipi?", chiede la presidente di Assocommercio Roma nord. E aggiunge il direttore della Cna, Lorenzo Tagliavanti: "Abbiamo chiesto una moratoria finché non ci sarà ripresa economica. Calano i consumi, che senso ha aprire nuove attività? Siamo contrari a questo piano sia nella forma sia nella sostanza".

La discussione nei parlamentini si terrà nelle prossime settimane. La presidente del municipio XVII, Antonella De Giusti, spiega: "La Regione deve licenziare la legge sul commercio. È assurdo che il Comune, mentre si sta discutendo il piano con le categorie, faccia da solo un regolamento parlando esclusivamente di medie e grandi strutture e non si occupi del commercio di vicinato in crisi e dei mercati al collasso".  Commercio di vicinato che, come ricorda la presidente di Assocommercio Roma nord,  fornisce il 50% del Pil del sistema commerciale di Roma Capitale.