Ostiense, smantellata la tendopoli

01/03/2012 di Redazione
Ostiense, smantellata la tendopoli

Nel comunicato diffuso il 28 febbraio Medu dichiara che nella  giornata del 27 febbraio la tendopoli spontanea dei rifugiati presso l'ex-air terminal Ostiense di Roma è stata smantellata e i profughi trovano ora un'accoglienza più dignitosa presso il centro di prossimità di Tor Marancia. Medici per i Diritti Umani desidera ringraziare tutti coloro  che in questi anni hanno sostenuto con solidarietà concreta   il lavoro dei suoi medici e volontari, che insieme a tante altre associazioni e cittadini, hanno lavorato affinchè si raggiungesse questo obiettivo. Un risultato che ci auguriamo non effimero. L'apertura del centro in prossimità di Tor Marancia  permette di accogliere i numerosi profughi, in prevalenza afgani, che vivevano in condizioni drammatiche presso la tendopoli spontanea dell'ex-air terminal Ostiense. Tra di essi un numero rilevante di minori, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. La nuova struttura è stata predisposta dal V dipartimento del Comune di Roma in collaborazione con il Municipio XI. L'iniziativa rappresenta un importante opportunità per dare una risposta credibile ad un crisi umanitaria che si prolunga da troppi anni senza che le istituzioni abbiano saputo mettere in atto soluzioni dignitose. In questi anni è stata fondamentale la mobilitazione di associazioni, cittadini e istanze territoriali che non hanno mai cessato di portare aiuti concreti e solidarietà, testimoniare e denunciare, affinché si ponesse fine ad una situazione che umiliava la città di Roma - a poca distanza dal suo centro storico e civile -   cancellando la dignità umana e i diritti fondamentali della persona. Al di là del fatto locale, la vicenda assume una valenza più generale poiché se  da un lato rappresenta una storia esemplare sulla gravi insufficienze del sistema di accoglienza ed integrazione per i rifugiati in Italia, dall'altra costituisce l'occasione di sperimentare, con il nuovo centro, forme di accoglienza che mettono al centro la protezione della persona, sia essa giunta a Roma per restare in Italia o sia essa in transito verso altri paesi europei. Medu continua nel comunicato, al di là, infatti, della destinazione finale, è necessario garantire le tutele fondamentali a una popolazione vulnerabile accomunata da uno stesso destino: la fuga dal proprio paese a causa della guerra, della violenza e delle persecuzioni. A questo proposito è fondamentale che la struttura garantisca, in termini di spazio e di servizi,  per lo meno gli standard minimi di accoglienza e che si inserisca in una strategia di intervento integrata che favorisca, tra l'altro, adeguati percorsi di integrazione. Il rischio è che anche questo intervento - come tutti quelli che lo hanno preceduto in questi anni - si risolva in un'iniziativa estemporanea dettata dall'emergenza (si ricorda tra l'altro che l'area delle tendopoli deve essere sgomberata per far posto ai lavori di ultimazione di una stazione dell'alta velocità), riportando in breve tempo sulla strada persone vulnerabili, in una situazione grottesca quanto drammatica.