Roma, crescono gli imprenditori stranieri

29/03/2012 di Redazione
Roma, crescono gli imprenditori stranieri

Nonostante la crisi, l'imprenditoria straniera in Italia continua  a crescere. Nello scorso anno il numero di imprese gestite da stranieri è cresciuto del +5,7%, mentre quello delle imprese gestite da italiani è calato dell'1,4%. Dal 2006 i migranti imprenditori sono aumentati del 38,6% (soprattutto a Roma, Milano e Torino), mentre quelli italiani hanno riscontrato una flessione del 6,6%. Un fenomeno che, come ha sottolineato l'associazione "Vocazione Roma" in un incontro cui ha partecipato anche il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, sta acquistando una rilevanza sempre maggiore in tutta Italia e in particolare per il sistema socio-economico romano.   Nel 2011 infatti, i titolari di imprese della Provincia di Roma nati all'estero erano 30mila, oltre il 17% del totale. Negli ultimi tre anni l'incidenza percentuale dei titolari di impresa stranieri è aumentata di quasi 3 punti e il loro numero è aumentato, tra il 2009 e il 2011, del 22,3% a fronte della stazionarietà degli italiani (+ 0,04%). La panoramica fornita dall'associazione "Vocazione Roma" parla di una realtà in continuo movimento costituita anche da un buon numero di giovani imprenditori, che rappresentano l'11% del totale, contro il 5,4% dei giovani italiani. L'organizzazione, però, sottolinea anche che spesso, alcuni diritti sono ancora negati a questi cittadini così partecipi della vita sociale ed economica del territorio. L'associazione quindi propone  cinque punti fondamentali per modificare il pensiero culturale intorno agli stranieri: diritto di cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia; diritto di voto nelle amministrative; accesso al credito facilitato; costituzione di una rete dell'imprenditoria straniera arricchita dalla costruzione fisica di una expo. "Vocazione Roma", attraverso un'ipotesi di progetto, ha individuato un'area nel cuore di Roma, a piazza Mancini, dove realizzare il "Roma Expo Rome": il luogo fisico di incontro fra culture e mercati diversi che confrontandosi e conoscendosi si arricchiscano a vicenda. "Proviamo a pensare a un nuovo modello d'integrazione. - ha affermato Elisabetta Maggini, presidente dell'associazione- Noi riteniamo che non si possa che partire dal lavoro, perché è soprattutto nel lavoro che si creano i legami e cadono tabù". "Questo argomento non è un tema settoriale - ha affermato Zingaretti a margine dell'incontro - ma riguarda l'Italia che in questi anni non ha avuto l'intelligenza di capire i fenomeni migratori che sono di arricchimento sia economico che sociale". Per Zingaretti la prima operazione da fare: "E' dire che l'Italia in questi anni sull'immigrazione ha sbagliato tutto, ha vissuto sempre in emergenza, in pericolo non capendo che l'accoglienza è il nuovo modello di sviluppo". Per il Presidente della Provincia è arrivata l'ora di "chiudere la stagione della paura e di aprire quella del coraggio, dello scambio per costruire un nuovo modello di sviluppo: 'bruciamo', anzi riscriviamo le pessime leggi che si sono fatte in questi anni".