Siria: fermate quelle atrocità!

15/03/2012 di Redazione
Siria: fermate quelle atrocità!

Sono più di 8.000 le persone che sono state uccise in Siria da quando, circa un anno fa, esplose la rivolta contro il regime di Bashar al Assad.  Le cifre arrivano da Nassir Abdulaziz al-Nasser, presidente dell'Assemblea generale dell'Onu, secondo il quale fra le vittime ci sono molte donne e bambini. Al-Nasser ha detto che "violazioni dei diritti umani sono diffuse e sistematiche " e in questo "la comunità internazionale ha una sua responsabilità".

Le violenze  che il regime esercita in Siria sono sempre più atroci ed anche negli ultimi giorni le scoperte di fosse comuni hanno creato indignazione e sgomento. L'opposizione attribuisce alle «milizie» pro-regime le violenze e gli omicidi, il regime li attribuisce a «gruppi terroristi armati» finanziati dall'esterno (Arabia saudita e Qatar). Intanto da Homs, città martoriata, migliaia di persone starebbero fuggendo. L'ex presidente dell'ONU Kofi Annan ha fatto visita a Damasco dove ha incontrato (oltre all'opposizione interna del Comitato nazionale per il cambiamento democratico) il presidente Assad a cui ha presentato "proposte concrete" per un cessate il fuoco e l'accesso degli aiuti umanitari.

La Lega Arabaha chiesto l'apertura di un'inchiesta internazionale contro i crimini commessi ad Homs contro i civili. "I media riportano orribili immagini di crimini commessi contro civili innocenti a Homs, a Idlib e in altre parti della Siria, che possono essere definiti crimini contro l'umanità -  ha detto il segretario generale Nabil al-Arabi in un comunicato - Ci deve essere  un'inchiesta internazionale indipendente per rivelare la verità su quanto sta succedendo, individuare i responsabili di questi crimini e assicurarli alla giustizia". Intanto anche Amnesty International nel suo nuovo rapporto intitolato "Volevo morire: parlano i sopravvissuti alla tortura in Siria", denuncia l'incubo delle violenze attraverso le parole delle vittime. Il rapporto documenta metodi di tortura e maltrattamenti praticati dalle forze di sicurezza, dai militari e dalle shabih (le bande armate filo-governative) attraverso i racconti di testimoni e vittime che l'organizzazione per i diritti umani ha incontrato in Giordania nel febbraio di quest'anno. "Le testimonianze che abbiamo ascoltato descrivono dall'interno un sistema di detenzione e interrogatori che, a un anno dall'inizio delle proteste, ha il principale obiettivo di degradare, umiliare e mettere a tacere col terrore le vittime", ha dichiarato Ann Harrison, vicedirettrice ad interim del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

Per Amnesty International, le testimonianze dei sopravvissuti alla tortura costituiscono un'ulteriore prova dei crimini contro l'umanità commessi in Siria. Amnesty International ha chiesto al Consiglio Onu dei diritti umani di prorogare il mandato della Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite sulla Siria e rafforzare la sua capacità di effettuare monitoraggio, documentare e denunciare in vista della possibile incriminazione dei responsabili di crimini di diritto internazionale e altre gravi violazioni dei diritti umani.

Si apprende dalla Farnesina che l'Italia ha sospeso l'attività della propria ambasciata a Damasco e rimpatriato lo staff della sede diplomatica. Si legge nella nota diffusa "L'Italia continuerà a sostenere ilpopolo siriano e a lavorare per una soluzione pacifica della crisi, che ne garantisca i diritti fondamentali e le legittime aspirazioni democratiche. Sosteniamo pienamente gli sforzi dell'Inviato Speciale dell' ONU e della Lega Araba, Kofi Annan, per ottenere uno stop immediato alla violenza e per consentire l'accesso degli operatori umanitari e l'avvio del dialogo politico".
Intanto le elezioni in Siria si terranno il 7 maggio, inizialmente dovevano tenersi a marzo, data posticipata in seguito al referendum sulla nuova Costituzione.