Aung San Suu Kyi, una vittoria di tutti

05/04/2012 di Redazione
Aung San Suu Kyi, una vittoria di tutti

Nel 1990 il regime militare decise di chiamare il popolo birmano alle elezioni, e il risultato fu una schiacciante vittoria della Lega Nazionale per la Democrazia di Aung San Suu Kyi, che sarebbe quindi diventata Primo Ministro. I militari rigettarono il voto e presero il potere con la forza, annullando il voto popolare. Aung San Suu Kyi ha trascorso 15 anni tra carcere e arresti domiciliari, è diventata icona della lotta pacifica in tutto il mondo tanto che nel 1991 le fu assegnato il Nobel perla Pace. Utilizzòi soldi del Nobel per costituire un sistema sanitario e di istruzione, a favore del popolo birmano.

Gli anni trascorsi agli arresti domiciliari li ha dedicati allo studio, alla meditazione buddista, a esercitarsi al pianoforte ea migliorare ilfrancese e il giapponese. Ma il suo messaggio alla giunta è sempre stato chiaro: la ricerca di un dialogo aperto con la giunta e le minoranze etniche birmane nel tentativo di superare lo stallo politico in cui versa il Paese. I generali hanno sempre rifiutato di riconoscerla come interlocutore politico, mettendo in dubbio il suo patriottismo (la chiamano con il cognome da sposata, 'la signora Michael Aris') e accusandola di essere uno strumento in mano a Gran Bretagna e Stati Uniti e al servizio delle loro mire neo-coloniali. Ma lei con il tempo e un enorme costo personale, è divenuta la più famosa detenuta al mondo, paragonata a Nelson Mandela e al Mahatma Gandhi, combattenti per la libertà da cui ha tratto ispirazione nel corso degli anni.

Nel 2007 e ancora nel 2009 ci fu anche la rivolta non violenta di migliaia di monaci buddisti a Mandalay contro il regime. Migliaia di monaci scesi per le strade in segno di protesta non violenta, seguiti da centinaia di migliaia di persone, ma una durissima repressione dei militari, provocò arresti e uccisioni.

Domenica 1° aprile la Nobel perla Pace Aung SanSuu Kyi, 66 anni, leader della Lega Nazionale per la Democrazia, ha vinto con il 99% dei voti le elezioni parlamentari in Birmania.

«Non è tanto un nostro trionfo, quanto un trionfo di coloro che hanno deciso di partecipare al processo politico di questo Paese - ha detto Suu Kyi - Cio che importa non è il numero di seggi ottenuti, benché siamo ovviamente molto soddisfatti di averne ottenuti così tanti, ma il fatto che la gente dimostri tanto entusiasmo nella sua partecipazione al processo democratico».