Disoccupazione record: a febbraio 9,3%

05/04/2012 di Redazione
Disoccupazione record: a febbraio 9,3%

Manovre e riforme realizzate e annunciate non bastano, i dati Istat sull'occupazione sono ancora una volta scoraggianti: il tasso di disoccupazione rilevato a febbraio è il più alto registrato in Italia dal2004 aquesta parte. Secondo i dati diffusi dall'Istat  il tasso di disoccupazione a febbraio è al 9,3%, in rialzo di 0,2 punti percentuali su gennaio e di 1,2 punti su base annua. Sempre a febbraio, su base annua, il numero di disoccupati è aumentato del 16,6%, ovvero di 335 mila unità. In crescita anche il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni). A febbraio è al 31,9%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a gennaio e di 4,1 punti su base annua. Anche in questo caso si tratta del tasso più alto da gennaio 2004.

In termini assoluti, i disoccupati sono più di 2,3 milioni. A soffrire, oltre i giovani, sono soprattutto le donne. Febbraio, infatti, si è concluso con 44mila occupate in meno rispetto al mese precedente. Gravissima la situazione nel Meridione, dove le giovani donne disoccupate sono il 49,2% del totale.
Il numero degli inattivi tra 15 e 64 anni rimane sostanzialmente stabile su base annua, a sintesi del calo della componente italiana (-84.000 unità) e dell'ulteriore crescita di quella straniera (+105.000 unità).  Inoltre l'aumento dell'occupazione italiana più adulta (+164.000 unità, nella classe con almeno 55 anni), soprattutto di quella a tempo indeterminato, si contrappone al persistente calo su base annua di quella più giovane (-253.000 unità, fino a 34 anni). L'Istat spiega che la permanenza sul posto di lavoro di chi ha 55 anni o più è dovuta sia al progressivo invecchiamento della popolazione sia all'inasprimento dei requisiti anagrafici e contributivi per l'accesso alla pensione.

Tra gli inattivi, cresce il numero di quanti non cercano lavoro ma disponibili (+5,5%, pari a 73.000 unità) e di quanti cercano non attivamente (+4,3%, pari a 63.000 unità) mentre si riduce quello degli inattivi che non cercano e non disponibili a lavorare (-0,8%, pari a -100.000 unità). Il tasso di inattività si attesta al 37,8%, un decimo di punto in meno rispetto a un anno prima. Alla crescita del Centro si contrappone la contenuta flessione del Nord e del Mezzogiorno. In tale area, il tasso di inattività raggiunge nella media 2011 il 34,5% per gli uomini e il 63,2% per le donne.
Ma anche in Europa il numero totale di disoccupati ha raggiunto livelli mai registrati prima, sia nell'area euro che nell'intera Unione europea a 27. Lo precisano da Eurostat, in merito ai dati sulla disoccupazione di febbraio. Nell'area euro l'ente di statistica comunitario ha contato 17 milioni 134 mila disoccupati a febbraio, nell'Ue27 invece 24 milioni 550 mila: in entrambi i casi si tratta di nuovi record, ha spiegato un tecnico di Eurostat. Quanto al tasso di disoccupazione, il 10,8 per cento registrato sull'area euro rappresenta un massimo dal giugno del 1997, e quindi anche un massimo dal lancio effettivo della valuta unica. Tra gli Stati membri, la disoccupazione più alta la registra ancora la Spagna (23,6%, contro il 20,6% di gennaio 2011), tallonata dalla Grecia con il 21% (dicembre 2011), che a gennaio 2011 era a quota 14,9%. Fra i Paesi Ue dell'area mediterranea, il Portogallo si attesta al 15%, rispetto al 12,3% dell'anno precedente. Al di sotto della media Ue-27 (10, 2%) si attestano le percentuali dei senza lavoro in Francia (10%), Cipro (9,7%), Italia (9,3%), Slovenia (8,7%), Malta (6,8%).

 "Questo elevato livello di disoccupazione ci preoccupa - ha detto Amadeu Altafaj Tardio, portavoce del commissario Ue all'Economia Olli Rehn - Si tratta del livello di disoccupazione più alto nella zona euro dal giugno 1997. Esso sottolinea che siamo di fronte a una doppia sfida: una è consolidare i conti pubblici, l'altra è realizzare le riforme strutturali per aumentare il potenziale delle nostre economie e creare nuova e migliore occupazione. Questo è il dato generale, ma se guardiamo nel dettaglio vediamo che, rispetto a un anno fa, il tasso di disoccupazione è sceso in otto Stati membri. Quindi, non è che la disoccupazione sta salendo in tutta l'Europa dei 27, ma solo in 18 Stati membri". E aggiunge "ci aspettiamo di vedere dati positivi di crescita nella seconda parte di quest'anno. Tuttavia, questo tasso di disoccupazione molto elevato non riflette solo la crisi attuale, ma anche gli effetti di importanti squilibri macroeconomici, strozzature alla crescita e alla creazione di posti di lavoro. Per questo oggi più che mai è importante realizzare le riforme strutturali nei paesi in cui il potenziale di crescita è basso e in cui non vediamo la creazione di nuova e migliore occupazione".