Grecia: minori poveri, denutriti e costretti a lavorare

12/04/2012 di Redazione
Grecia: minori poveri, denutriti e costretti a lavorare

Sono ormai 439.000 i bambini che in Grecia vivono al di sotto della soglia di povertà: malnutriti, debilitati e in condizioni malsane. Le loro famiglie non riescono a provvedere adeguatamente al loro sostentamento. Sono 400.000 nuclei familiari, infatti, rimasti con un reddito pari a zero, perchè nessuno dei componenti ha più un lavoro, mentre oltre 60.000 famiglie non sono più in grado di pagare i debiti contratti con le banche. Il risultato è che circa 100.000 minorenni, invece di andare a scuola, lavorano per contribuire al magro bilancio famigliare. Questa la fotografia del 20,1% delle famiglie nel paese ellenico tramortito dalla crisi del debito e dalle misure di austerità imposte dal governo per scongiurare un default. Famiglie che tentano di arrivare alla fine del mese con un reddito inferiore ai 470 euro. Secondo un rapporto redatto dalComitato grecodell'Unicef e ripreso dalle agenzie italiane, degli 11,2 milioni di greci, 2 milioni e 800 mila non hanno abbastanza per vivere: ciò significa che un greco su quattro è in condizioni di indigenza e che, se la crisi peggiora, Atene rischia di avere fino al 30% della popolazione in condizioni di povertà. Il 23% dei bambini greci è da considerarsi povero, quindi i minorenni che vivono sotto la soglia di povertà risultano essere 439.000. Per soglia di povertà si considera il reddito minimo che una famiglia di quattro persone deve guadagnare ogni mese per pagare affitto e generi di prima necessità, come alimenti, trasporti, vestiario e istruzione. Il 33,4 per cento delle famiglie povere è composto da un unico genitore, mentre il 28,7 delle famiglie con bambini si sono trovate in condizione di povertà o esclusione sociale, dato che sale al 34,7 per cento per le famiglie con adolescenti. Tra queste famiglie il 21,6% ha una dieta povera di proteine animali, il 37,1% non ha un adeguato riscaldamento in casa, il 27,8% vive in abitazioni umide o troppo secche ed il 23,3% in quelle che sono definite «cattive condizioni ambientali». Ne consegue che la percentuale di bambini greci sotto peso è la più alta registrata nei Paesi OCSE. Il problema aveva già richiamato attenzione lo scorso dicembre, quando Maria Iliopoulou, direttrice del brefotrofio di Atene, denunciò di aver registrato in poche settimane circa 200 casi di neonati denutriti perchè i loro genitori non erano in grado di alimentarli come dovuto. Affermò inoltre che gli insegnanti delle scuole intorno all'istituto da lei diretto facevano ogni giorno la fila per prendere un piatto di cibo per i loro alunni più indigenti. «In molte scuole di Atene la situazione è ancor più drammatica - rivelò Iliopoulou - perchè alcuni bambini sono svenuti in classe per la fame». Il ministero della Pubblica Istruzione, che in un primo momento aveva definito la denuncia come «propaganda», si è visto costretto a riconoscere la gravità del problema.