La foto shock e la direttiva rimpatri del 2010

19/04/2012 di Redazione
La foto shock e la direttiva rimpatri del 2010

Volo Alitalia, Roma-Tunisi, ore 9.20,  seduti nelle ultime file dell'aereo due passeggeri, immobilizzati, imbavagliati con nastro da pacchi marrone e bloccati mani e piedi. La scena è stata ritratta da un altro passeggero ed ha fatto subito il giro del web. Francesco Sperandeo, filmaker è riuscito a scattare di nascosto una fotografia e l'ha pubblicata su Facebook.  Accompagnata da un post: "Guardate cosa è accaduto oggi sul volo Roma-Tunisi delle 9,20 Alitalia. Due cittadini tunisini respinti dall'Italia e trattati in modo disumano. Nastro marrone da pacchi attorno al viso per tappare la bocca ai due e fascette in plastica per bloccare i polsi. Questa è la civiltà e la democrazia europea. Ma la cosa più grave è stata che tutto è accaduto nella totale indifferenza dei passeggeri e alla mia accesa richiesta di trattare in modo umano i due mi è stato intimato in modo arrogante di tornare al mio posto perché si trattava di una normale operazione di polizia… Normale??? Sono riuscito comunque a rubate una foto! Fate girare e denunciate!". Con tutto il clamore che ha suscitato la notizia le indagini sono subito iniziate. Il capo della polizia, Antonio Manganelli, ha chiesto una relazione con una prima ricostruzione del fatto all'Ufficio di polizia di frontiera dell'aeroporto di Fiumicino. Ennesimo respingimento, ennesima distruzione dei diritti. Gravi attacchi ai diritti dei migranti costituiti dal decreto legge approvato il 16 giugno dal Consiglio dei ministri e che consente il trattenimento nei CIE fino a 18 mesi ma ripristina soprattutto le espulsioni dirette per coloro che sono privi di documenti e introduce la possibilità di allontanamento coattivo anche per i cittadini comunitari. La comunità internazionale dovrebbe riaffermare il proprio impegno per la tutela dei diritti di quelle persone che sono costrette a lasciare i propri Paesi e rischiare la vita per sfuggire da persecuzioni e conflitti, i governi sembrano invece indifferenti ai  milioni di profughi che ci sono oggi nel mondo. Gli Stati dell'Unione Europea, infatti, di fronte all'arrivo di coloro che, dall'Africa del Nord e dal Medio Oriente, chiedono diritti e libertà, sembrano dimenticare le responsabilità che vengono loro dal diritto internazionale, applicando politiche migratorie che si ispirano solo a sentimenti di paura e di chiusura. Il nostro Paese continua a non avere un legge organica sul diritto d'asilo, ma solo norme parziali e, peraltro, completamente estranee agli standard previsti dal sistema di protezione internazionale dei richiedenti asilo e dei migranti.