Roma dal 25 al 30 aprile Boishakhi mela-capodanno bangla 1419

26/04/2012 di Redazione
Roma dal 25 al 30 aprile Boishakhi mela-capodanno bangla 1419

Il capodanno Bangla,il Boishakhi mela, segna per le popolazioni sud-asiatiche il nuovo borsho, il nuovo anno di un calendario antico. Per le popolazioni rurali dell' area l'inizio del nuovo anno che coincide con la stagione della raccolta del riso, al quale i contadini danno il benvenuto con feste popolari e fiere del raccolto che si chiama "nobanno" quasi simile alla lingua italiana "nuovo anno". Quest'anno l'evento si festeggerà nei giorni che vanno dal 25-30 aprile a parco Centocelle in via casilina-712. Intanto di seguito pubblichiamo il comunicato diffuso da L'associazione Dumcathu che ha denunciato le pressioni ricevute anche in questa edizione. "L'Associazione Dhuumcatu e la comunità del Bangladesh, insieme alle altre comunità immigrate invitate a partecipare al Capodanno Bangla-1419, organizzano il 14° appuntamento interculturale perla cittadinanza Romana. Comesempre abbiamo subito diverse pressioni e intollerabile è stato l'atteggiamento dell' amministrazione, che quest' anno ha aggiunto un nuovo problema: l'Ambasciata Italiana a Dhaka non ha rilasciato secondo il consueto iter i visti a favore dei nostri artisti e degli sponsor, pronti a intervenire numerosi all'evento più importante del panorama italiano a cui i rappresentanti della cultura Bangla sono invitati. L'unica strada percorribile che ci è stata prospettata per presentare le nostre culture alla cittadinanza italiana e alle seconde generazioni è stata quella di comprare i Visti e nonostante il soggetto attuatore  sia un'associazione Onlussenza fini di lucro, si è dovuta sobbarcare di questa la spesa ovviamente imprevista. E' necessario anche denunciare che l'amministrazione locale oralmente ha minacciato gli organizzatori dell'evento: "Se vedo una virgola fuori regola sequestriamo tutto". Atteggiamento che ricorda un vecchio racconto, che circola ancora tra la popolazione della nostra terra, che vide protagonista la Polizia del Bangladesh, ( i colleghi della Polizia Italiana ), che sequestrarono la penna di un scrittore, impegnato in campagne anti-corruzione, accusando la sua penna di essere una potenziale "arma di delitto" in quanto fuori misura, alta più di20 centimetri. Signori dirigenti e direttori, rispondiamo a tutti voi dicendovi che nel nostro paese c'è un proverbio, che recita: "Per quante stelle vedi nel cielo, l'amministrazione ha nei suoi regolamenti più articoli e gli userà per fare pressione sui cittadini ", anche se inermi e impegnati nel sociale. Con i loro regolamenti vogliono impedire l'impegno per l'autorganizzazione delle collettività e l'esercizio diretto della cittadinanza attiva".