Roma, il pasticciaccio della falsa sanatoria

12/04/2012 di Redazione
Roma, il pasticciaccio della falsa sanatoria

Il Garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, in una nota ha diffuso preoccupazione per la situazione dei tunisini nel CIE di Ponte Galeria. Centinaia di Tunisini sono tornati in Italia a seguito della falsa notizia di una imminente sanatoria. In centinaia provenienti dalla Francia, e adesso non gli è più permesso il rientro. Angiolo Marroni, dichiara "queste persone vivono, ora, una situazione paradossale, dal momento che sono state truffate da chi ha fatto loro intendere una imminente sanatoria e non possono tornare da parenti ed amici che fino a pochi giorni fa li avevano ospitati in Francia". La stragrande maggioranza è arrivata a Lampedusa durantela "Primavera araba" del 2011. Il governo italiano emanò un decreto che concedeva  ai migranti un permesso di soggiorno provvisorio di sei mesi per motivi umanitari. Dopo il permesso temporaneo, in molti si sono trasferiti in Francia, per motivi di carattere culturale e linguistico e per la presenza di familiari e conoscenti da tempo residenti in territorio francese. Poi poche settimane fa la diffusione fra i tunisini della falsa notizia di una sanatoria in Italia, legata al rinnovo del permesso di soggiorno per motivi umanitari. Giunti in Italia in centinaia hanno sostato per giorni davanti all'Ufficio Immigrazione di Roma, in attesa di vedere rinnovato il loro titolo di soggiorno. Ma purtroppo tra di loro vi era chi aveva permessi di soggiorno scaduti e molti tunisini hanno ricevuto l'ordine di allontanamento dal territorio italiano mentre altri sono stati trattenuti nel Centro di Identificazione ed Espulsione di Ponte Galeria, che per far posto ai nuovi arrivi, ha dovuto organizzare trasferimenti in altri CIE o direttamente nei propri Paesi d'origine mediante rimpatrio. "Una situazione difficile, quella che si sta vivendo in questi giorni al CIE perché molte persone allontanate da Ponte Galeria per far spazio ai nuovi arrivati avevano problemi burocratici e sanitari aperti e ancora da chiarire e che adesso dovranno ricominciare nei luoghi dove sono state trasferite", ha commentato ancora il Garante Angiolo Marroni. "Per questi motivi abbiamo chiesto alla Prefettura e all'Ufficio Immigrazione della Questura di Roma di valutare caso per caso, pur nella situazione di emergenza che si è creata, trasferimenti e rimpatri accelerati. C'è anche da sperare, inoltre che il Governo italiano intervenga presso quello francese affinché termini questo blocco alle frontiere, per consentire a centinaia di tunisini di poter tornare in quelle abitazioni che avevano lasciato con la falsa speranza di un permesso di soggiorno definitivo", ha concluso Marroni