Roma: troppi ostacoli alla mobilità dei disabili

12/04/2012 di Redazione
Roma: troppi ostacoli alla mobilità dei disabili

 Marciapiedi alti e senza scivolo: per chi si muove a bordo di una carrozzina bastano pochi centimetri per avere davanti una barriera, che impedisce di raggiungere la fermata dell'autobus e quindi utilizzare i mezzi pubblici. Una discriminazione che va rimossa, la recente sentenza del Tribunale di Roma ha condannato il Comune di Roma per "condotta discriminatoria" nei confronti di un disabile costretto su sedia a rotelle. Infatti, quest'ultimo aveva fatto causa due anni fa perché non riusciva a prendere i mezzi pubblici. "Devo assolutamente ammettere che si tratta di una sentenza giusta", ha commentato il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno. La vicenda nasce più di due anni fa quando, dopo diverse segnalazioni fatte all'amministrazione comunale senza ottenere risultati, un cittadino romano, Gustavo Fraticelli, aveva deciso di ricorrere ai giudici per far rispettare il suo diritto alla mobilità. Si è quindi rivolto all'Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica, di cui è copresidente, per intentare la causa. Accertata la discriminazione, i magistrati hanno inflitto al sindaco di Roma di pagare un risarcimento di 5 mila euro e un rimborso delle spese legali (2.500 euro) a Fraticelli. Ibnoltre il Tribunale ha ordinato la pubblicazione della sentenza sulle pagine romane del quotidiano Il Messaggero (a spese del Comune) e la realizzazione, entro 12 mesi, di un piano per la messa a norma dei marciapiedi incriminati di via Cernaia, Passeggiata di Ripetta, Piazza Fiume, Via Veneto e via dei Cerchi.  «All'estero l'utilizzo gli autobus da solo - sottolinea Fraticelli -Nel mio Paese non posso muovermi autonomamente e, per farlo, sono costretto a rivolgermi al giudice. La legge in vigore dal 2006 vieta ogni discriminazione nei confronti delle persone con disabilità ed è un utile strumento per costringere la pubblica amministrazione a eliminare le barriere architettoniche: non riconosce infatti un'eguaglianza soltanto formale, ma il diritto alle pari opportunità». «Nel 2009 avevamo verificato che su 460 fermate di autobus ubicate al centro, nel primo municipio, solo il 10% era accessibile ai disabili - riferisce l'architetto Vittorio Ceradini, consulente nella causa - Il 90% dei marciapiedi presentava un rialzo continuo e non era dotato di scivolo ». Nel descrivere la situazione della mobilità pedonale a Roma l'architetto aggiunge «Può ancora capitare che nemmeno in occasione dei lavori di manutenzione dei marciapiedi si rispettino le leggi per l'abbattimento delle barriere architettoniche».  E allora, i marciapiedi continuano ad essere troppo stretti per le carrozzine, obbligate a transitare sul ciglio della strada tra le auto che passano, oppure ci si "dimentica" degli scivoli di accesso, come stava accadendo durante i lavori di rifacimento di piazza San Silvestro, a pochi passi dal Parlamento. «A ogni collaudo occorrerebbe verificare l'accessibilità», sottolinea Ceradini. Non mancano però le denunce dei cittadini in merito. Lo scorso autunno alcuni docenti hanno fatto addirittura una mappa dettagliata dei marciapiedi senza scivoli presenti in vari quartieri della Capitale, indicando il nome della strada e il numero civico all'altezza del quale corrisponde la "barriera": si va da Ponte Mammolo a Talenti, dall'Aventino a Lungotevere, dal quartiere Flaminio al Nomentano, da Colli Albani a Ostiense. L'elenco è stata consegnato all'Assessorato ai lavori pubblici. «Cerchiamo di dare il nostro contributo di cittadini all'eliminazione delle barriere architettoniche perché la città sia a misura di tutti - dice il professor Marco Molle - . Vogliamo anche sensibilizzare i nostri studenti a stimolare gli amministratori in modo costruttivo». «L'Amministrazione comunale ha già realizzato una prima tranche di lavori per la costruzione di nuovi scivoli; a breve, insieme agli uffici del Dipartimento Mobilità, cominceremo altri interventi dando priorità alle segnalazioni arrivate attraverso gli uffici tecnici competenti e i cittadini», promette l'assessore ai Lavori pubblici e Periferie, Fabrizio Ghera. Tra i lavori già effettuati, fa sapere l'assessorato, si va da Porta Pia a piazza Sonnino, da largo Arenula a via Acaia, da piazza Galeria a Castel Sant'Angelo. Intanto, continua l'odissea di chi ha una disabilità e vuole muoversi coi mezzi pubblici a Roma, spesso privi di pedana o con l'impianto difettoso.  Sollecitata su questo tema l'Atac dichiara che il  74% del parco mezzi di superficie è fornito di pedana per l'accesso dei disabili e si dovrebbe arrivare al 90% entro il 2013, con l'acquisto di 400 nuovi bus, con pedane manuali. Quelle vecchie, a comando elettrico, sono infatti risultate poco funzionali sulla rete stradale romana: si rompono spesso per le vibrazioni causate dall'impatto coi sampietrini. Qualora un disabile non riuscisse a salire su un autobus in servizio di linea, per mancanza della pedana o suo malfunzionamento , informa l'Atac,  l'autista può, e deve, chiamare la centrale operativa per far arrivare alla fermata un minibus attrezzato.