Siria: Firmato l’accordo di pace, le violenze non si fermano

05/04/2012 di Redazione
Siria: Firmato l’accordo di pace, le violenze non si fermano

La repressione del regime in Siria non si ferma nonostante la disponibilità al cessate il fuoco siglata con l'ONU. Nei prossimi giorni è attesa una delegazioni delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace, dovrà discutere del dispiegamento di osservatori incaricati di monitorare il cessate il fuoco nel Paese. Ma la situazione continua a non essere incoraggiante, le forze fedeli ad Assad hanno intensificato la repressione e hanno ricominciato a bombardare interi quartieri di Homs, penetrando a Zabadani (a ovest di Damasco) e compiendo raid nella regione meridionale di Daraa. Gli attivisti documentano in tutto almeno 33 morti: 15 nella regione di Homs, otto in quella di Idlib, cinque nella regione di Daraa, tre nei sobborghi di Aleppo, uno rispettivamente a Hasake nel nord-est e nei dintorni di Damasco. Sempre secondo gli attivisti anti-regime membri dell'Esercito libero gruppi di disertori avrebbero attaccato dei posti di blocco lealisti nella regione di Idlib, a nord, e in quella di Aleppo, uccidendo tre solati governativi. L'agenzia ufficiale Sana non ha riportato notizie che confermino questi scontri ed ha invece diffuso notizie relative all'incontro tenutosi a Damasco tra il ministro degli esteri Walid al Muallim e il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr), Jakob Kellenberger. La Sana afferma che l'accordo consente al Cicr di provvedere all'assistenza umanitaria, senza pero' fornire ulteriori dettagli. Kofi Annan, intanto, ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell'Onu di organizzare una missione che vigili sulla fine delle violenze entro le 48 ore a partire dal 10 aprile, data stabilita per l'inizio dell'attuazione del 'piano di pace'. Il 13 poi, Annan dovrebbe riferire al Palazzo di Vetro.